25 agosto 2019

Treviso

DUE FERETRI BIANCHI RICOPERTI DI ROSE

Celebrati a Castagnole i funerali di Elisabetta e Arianna Leder

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Paese – Oltre 500 persone hanno reso l’ultimo saluto ad Elisabetta e Arianna Leder, la mamma 36enne e la figlia di appena 18 mesi barbaramente sgozzate una settimana fa nella loro casa di Castagnole da Fahd Bouichou, ex compagno marocchino di Betty e papà della povera bambina.

È stata una cerimonia straziante, quella concelebrata dal vescovo di Treviso Andrea Bruno Mazzocato, da don Gino Busato, parroco di Castagnole, e don Paolo Zago, parroco di San Paolo, il quartiere trevigiano dove vivono i genitori della donna uccisa. Molte le autorità presenti, dal procuratore capo Antonio Fojadelli, al vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, dal primo cittadino di Paese Valerio Mardegan, entrato in chiesa assieme al presidente della Provincia Leonardo Muraro, al questore Carmine Damiano, dai vertici delle forze dell’ordine al prefetto di Treviso Vittorio Capocelli.

Fra le autorità, spiccava il volto di Zniber Wafaa, rappresentante dell’ambasciata del Regno del Marocco in Italia, accompagnata da Abdallah Khezraij, presidente dell’associazione delle 13 comunità marocchine della Marca trevigiana e Youssef Tadil, il leader spirituale della comunità islamica di Treviso. “Sono qui per portare le condoglianze dell’ambasciata del Marocco alla famiglia e alle autorità civili di Treviso. Condanniamo quest’atto criminoso, ribadendo al contempo che si tratta di un caso isolato”, ha spiegato Wafaa uscendo dalla chiesa di Castagnole sotto una pioggia battente.

l resto, al di là delle parole, è racchiuso nell’immagine – indelebile – dell’ingresso in chiesa dei due feretri. Bianchi, ricoperti di rose color avorio, strazianti. Mamma Betty e la piccola Arianna, “due vite portate via da una mano malvagia che le ha colpite a morte senza pietà”, ha detto il vescovo nella sua sofferta omelia in cui la parola “perdono” non è stata pronunciata. Perchè di fronte a una tragedia del genere, è difficile persino pregare.

“Ci vuole tanta fede per iniziare questa preghiera per Elisabetta ed Arianna – ha esordito il vescovo rivolgendosi ai genitori di Betty e a suo fratello Alessandro, che ha ritrovato i due corpi senza vita -. Ci siamo riuniti in chiesa perché le nostre parole diventino una preghiera, ed è difficile, perchè sentiamo in noi anche tanti dubbi e domande”.

L’unica strada percorribile, è quella di affidarsi a Gesù e di affidare a lui le due anime innocenti uccise dalla violenza umana. “O Gesù – ha detto Mazzocato, - accogli dentro il tuo cuore, squarciato da un feroce colpo di lancia, la piccola Arianna. L’avevi unita a te pochi mesi fa con il battesimo. Ora tienila vicina al tuo cuore che ha vinto la morte. Portala in mezzo ai tanti piccoli innocenti che la cattiveria non ha risparmiato su questa terra di lacrime. Portala tra questi angioletti che ti fanno festa, cominciando da quelli che la ferocia di un re ha strappato alle madri e alla vita”.

E il Signore accolga anche Betty, “che ha inutilmente tentato di difendere Arianna dalla mano malvagia che le ha colpite a morte senza pietà”. “In questi giorni – ha proseguito il vescovo - abbiamo sentito scendere improvvisamente il buio in mezzo a noi, sulla nostra terra trevigiana. Non riusciamo a capire quale male oscuro sia penetrato nella mente e nel cuore dell’uomo che in un attimo ha distrutto vite innocenti e seminato disperazione dentro una famiglia che pure gli aveva voluto bene. La nostra giustizia umana farà il suo giusto corso per dare la pena dovuta e ristabilire l’ordine nella nostra società. Di più non possiamo fare. Tu, O Gesù crocifisso, sai fare molto di più. Penetra con il tuo sguardo dentro il cuore ottenebrato di quest’uomo omicida e porta la giustizia che tu sai”.

Per il momento, Bouichou è rinchiuso nel carcere di Capodistria, in attesa di essere consegnato alla giustizia italiana. Ma oggi è il giorno del dolore, palpabile in un paese a lutto, con i negozi chiusi e le bandiere a mezz'asta, struggente in una chiesa gremita e singhiozzante, incredula e frastornata, dove le lacrime si sono confuse con le voci tremanti delle persone che hanno trovato il coraggio di leggere il Vangelo durante la celebrazione. Betty e Arianna hanno fatto il loro ultimo viaggio assieme, fino al cimitero di Santa Bona, a Treviso, dove sono state tumulate.

 

(Foto Balanza)

 

 

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