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DRAGO DEVE ANDARSENE

Lo chiede il consigliere provinciale Mestriner, visto che il capo dell'Arpav continua a sostenere gli inceneritori di Unindustria

Treviso - Rimuovere Andrea Drago dalla direzione dell’Arpav. E’ la proposta che lancia Stefano Mestriner, consigliere provinciale dei Comunisti Italiani, al presidente della Provincia Muraro: ”riuniamo, assieme al Consiglio Provinciale, le altre istituzioni locali che si stanno impegnando attivamente contro gli impianti progettati a Silea e Mogliano e, tutti assieme, inviamo a Venezia una prima richiesta: che il Consiglio Regionale rimuova il dottor Drago dalla guida dell'Arpav, visto che non è più tollerabile il suo sostegno attivo e preconcetto agli inceneritori proposti da Unindustria”.

All’esponete della sinistra proprio non va già “l'ostinazione” con la quale il direttore regionale dell'Arpav continua a sponsorizzare la realizzazione dei due inceneritori a Silea e Mogliano che definisce “sempre più allarmante”. E motiva la richiesta della testa di Drago dicendo che: “Il sostegno attivo del responsabile di un ente tecnico a questi due ecomostri è sempre più fuori luogo, anche perché si basa su tesi facilmente confutabili analizzando i dati dell'Osservatorio regionale rifiuti dell'Arpav stessa.

E ancor più grave è che il responsabile di un ente strumentale della Regione operi contro i pronunciamenti del Consiglio Regionale che impongono una moratoria sulla costruzione di inceneritori”. Secondo Mestriner, che per una volta si trova d’accordo con Muraro, “bene ha fatto il presidente della Provincia a ricordare che anche il Consiglio Provinciale di Treviso ha ribadito in più occasioni la sua contrarietà alla realizzazione di questi impianti, così come stanno facendo molti Comuni del territorio, comitati, associazioni e cittadini”. Ed infine un auspicio: per allontanare per sempre lo spauracchio dell’inceneritore è necessario condurre assieme la battaglia, insomma fare fronte unico “cercando di fare un'operazione di lobby territoriale senza precedenti”.

Autore: Laura Tuveri
Data di pubblicazione: 14-10-2009
Data ultima modifica: 14-10-2009

Cosa dicono i lettori

Anonymous // 14/10/2009 15:10
Drago non ne sa nulla...

Drago sostiene che il Veneto Š alle soglie di una crisi dei rifiuti.
Questa affermazione DEVE essere dimostrata, dati alla mano.
Vorrei inoltre ricordare all'Avv. Drago le seguenti cose:
1) Gli inceneritori chiesti da Unindustria sono per rifiuti INDUSTRIALI e non URBANI, dunque il suo discorso e' fuori contesto, a meno che non si voglia alimentare tali impianti anche con rifiuti urbani, ma questo NON e' possibile perche' andrebbe contro al piano provinciale dei rifiuti.
2) Ammesso e non concesso che ci sia una futura crisi dei rifiuti urbani, tale andrebbe risolta usando il piano dei rifiuti provinciale, e dunque sarebbero da ampliare gli inceneritori gia' esistenti, ad esempio quello di Fusina. Ricordo inoltre che la centrale a carbone ENEL di Fusina ha in progetto di bruciare 100.000T annue di rifiuti misti al carbone, e che quindi anche essa ha una capacita' di incenerimento da tenere in considerazione.
3) L'incenerimento NON E' la pratica di smaltimento rifiuti piu' indicata. Vi e' anche lo smaltimento meccanico e biologico, ad esempio gia' utilizzato in una piccola ditta di Treviso ed esportato a Roma. Esso consente di smaltire buona parte delle tipologie di rifiuti per i quali Unindustria prevede lo smaltimento a Bonisiolo.

Mi sembra che proprio non ci sia spazio per dei ragionamenti pro-incenritori.

Anonymous // 14/10/2009 13:10
Sono d'accordo...

Basta un semplice ragionamento:

1) I rifiuti annualmente conferibili ad un inceneritore sono 50.000T per il nostro territorio, mentre UNO SOLO degli inceneritori previsti è da 250.000T, ovvero 5 volte tanto, quindi si sarebbe costretti ad importare rifiuti da fuori.
2) Siccome è praticamente dimostrato che gli inceneritori nuociono alla salute, non è opportuno costruire un impianto (figuriamoci due) come quelli proposti, proprio perché dannosi ed inutili.

Concludo dicendo che la Amministrazione Regione è eletta dai cittadini, e non da un ristretto numero di industriali. Siccome i cittadini non vogliono questi impianti, allora NON VANNO FATTI, altrimenti la amministrazione regionale in toto perde la sua legittimità, perché contraddice quanto chiesto dai cittadini.

Inoltre, ARPAV dovrebbe essere un organo TECNICO e non politico, e dunque non mi spiego cosa ci faccia Andrea Drago, Avvocato, EX Alleanza nazionale, come direttore generale. Mi chiedo quale cultura tecnica possa avere questo signore a riguardo degli inceneritori, visto che è un politico e per giunta di estrazione umanistica.

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