13 dicembre 2019

Treviso

Don Ciotti a Treviso per la Veglia dei Giovani

Davide Bellacicco | commenti |

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don ciotti

TREVISO- Responsabilità nel quotidiano e nel nostro vivere la società civile, una responsabilità che trova le sue radici nella fede di chi crede e che completa e realizza lo stesso essere cristiani. Questo il richiamo e l’auspicio agli oltre 2100 fedeli presenti nella chiesa di S. Nicolò per la Veglia di Preghiera dei Giovani, da parte di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, la rete di realtà locali che cooperano per restituire alla comunità i beni confiscati alle mafie. Titolo dell'incontro di quest'anno, presieduto dal Vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, "L'avete fatto a me".


Non è demagogico don Luigi quando parla di necessità di educare alla cultura della legalità, o quando, pensando alla dimensione sociale in cui l’uomo opera, evidenzia come lo stesso concetto di cittadinanza passi attraverso quell’idea di corresponsabilità che ti fa sentire parte attiva e decisiva di qualcosa di più grande. Non lo è perché cita il Vangelo, quelle parole di Gesù riportate dall’Evangelista Matteo in cui il Signore rivendica singole e determinate buone azioni a servizio dell’altro come fatte a Lui stesso.  Ed è emblematico il riferimento alle Scritture perché dimostra quanto fondamentale, basilare  sia per il cristiano il darsi da fare.  Non è retorico perché  dà testimonianza di fatti, di storie vere, con quel tono accorato vibrante di commozione proprio di un uomo di settant’anni che ha dedicato una vita intera a vivere la missionarietà del Vangelo nel segno della promozione della giustizia sociale, e che ha negli occhi i volti delle famiglie di chi per quell’ideale ha pagato e ora non c'è più.   


Don Ciotti pone un elemento centrale, però, come condizione per un impegno consapevole: una sana informazione, una maturità culturale da perseguire giorno dopo giorno, una conoscenza dei fatti e del mondo : “Occorre conoscere per poter servire, per leggere i cambiamenti e le trasformazioni, per essere più responsabili”, e continua gridando il suo no alla conoscenza di seconda mano, spesso inaffidabile, foriera di ingiustificate tensioni, alimentatrice di sterili populismi. Il cristiano cerca e ama la verità, cardine della comunità, verità come tessuto vivo delle relazioni sociali: ne è amico e non può e non deve tacerla.


Infine un invito ai giovani: dotarsi di “sana testardaggine” per perseguire ideali e obiettivi giusti in cui si crede, anche remando controcorrente, sfidando, come invita a fare Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù 2015, quella cultura che guarda alle nuove generazioni come inaffidabili.   


Don Luigi Ciotti ieri sera era a Treviso per testimoniare la possibilità concreta di spendersi per l’altro, ciascuno secondo la propria vocazione ma vivendo cristianamente l’ordinarietà delle scelte di ogni giorno: una riflessione profonda e provocatoria per introdurci alla Settimana Santa.


 



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Davide Bellacicco

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