22 ottobre 2019

Vittorio Veneto

"Dobbiamo avere ospedali specializzati, anche a costo di fare qualche chilometro in più"

Le parole del sindaco Miatto a proposito del presunto depotenziamento del nosocomio di Costa

Roberto Silvestrin | commenti |

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VITTORIO VENETO - Da una parte i cittadini e i comitati, dall’altra l’amministrazione e l’Ulss 2. Sono questi gli “schieramenti” che si sono formati sulla questione dell’ospedale di Vittorio Veneto: c’è chi è preoccupato per un (presunto) depotenziamento del nosocomio di Costa, mentre dai piani alti continuano ad arrivare smentite e rassicurazioni.

 

L’ultima, in ordine di tempo, arriva dal consigliere regionale leghista Gianpiero Possamai: “I presidenti di quartiere possono stare assolutamente tranquilli. L’ospedale di Vittorio Veneto, sul quale stiamo facendo investimenti importanti, non corre alcun rischio. Le nuove schede ospedaliere regionali attestano il suo ulteriore potenziamento in particolare, nell’ambito provinciale, nella chirurgia di elezione”.

 

E poi arriva l’elenco dei provvedimenti previsti: l’aumento di posti letto da 225 a 255 (oltre ai 10 dell’hospice); l’aumento dei posti letto di lungodegenza (da 22 a 30), con l’attivazione, all’interno del nosocomio, dell’ospedale di comunità; l’attivazione dei 4 posti letto di terapia intensiva; l’attivazione del polo provinciale di day e week surgery da mille interventi l’anno; la conferma dei reparti esistenti e l’aumento delle specializzazioni con la chirurgia maxillo-facciale e l’interventistica testa-collo; il mantenimento dell’apicalità della direzione medica ospedaliera; il riconoscimento dell’Unità operativa di interventistica senologica, già operativa, con la breast unit in scheda; un presidio ambulatoriale interventistico specifico di chirurgia plastica, che dia supporto al lavoro per gli interventi di ricostruzione senologica.

 

“E’ assurdo e fuorviante – continua Possamai - parlare di timori e di possibile depotenziamento di un ospedale sul quale, solo per l’adeguamento sismico e antincendio, si stanno investendo oltre 6 milioni di euro”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco Antonio Miatto: “Il nostro ospedale, come gli altri circa 60 della Regione Veneto, rientra in un disegno generale che vuole favorire e potenziare le specializzazioni e, quindi, offrire maggior sicurezza agli ammalati delegando le eccellenze a strutture ben collocate e distribuite sul territorio. È questa la sola strada percorribile. Se non la si seguisse, tentare di garantire elevate qualità di prestazione in ospedali che “fanno tutto” richiederebbe sforzi sovrumani e l’impiego di enormi risorse. Anche il nostro ospedale ha ed aumenterà le sue specializzazioni acquisendo di conseguenza servizi oggi non ancora implementati, come i 4 letti in Rianimazione che, comunque, sono già indispensabili alla sola chirurgia maxillo-facciale. È tempo, dunque, che si abbandonino i campanilismi, dobbiamo avere centri altamente specializzati anche a costo di fare qualche chilometro in più. Vittorio Veneto offre ed offrirà le sue specializzazioni mentre altri ospedali offriranno le proprie”.

 

Ma dall’opposizione è già arrivata la replica: “Solo Rinascita Civica e Partecipare Vittorio hanno lanciato l’allarme quando sono uscite le nuove schede ospedaliere – dichiara il consigliere Alessandro De Bastiani -. E solo la presa di posizione di un gruppo di cittadini e la denuncia pubblica delle nostre civiche hanno fatto in modo che la dirigenza dell'Ulss si accorgesse che "per una svista", così è stata definita, erano spariti i 4 posti di terapia intensiva”.

 



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