19 novembre 2019

Castelfranco

Disabile aggredita fisicamente da baby-gang: la sorella denuncia il sindaco per inadempienza

Spintonata e insultata mentre aspettava il pullman, per recarsi al centro diurno della cooperativa Vita e Lavoro

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Il luogo dove è avvenuto il fatto

 

CASTELFRANCO VENETO – Come ogni mattina anche oggi Anna (usiamo un nome di fantasia) stava aspettando il pullman della cooperativa Vita e Lavoro che passa a prenderla in via Podgora a Castelfranco Veneto, verso le 8.10, per portarla al centro diurno dove lavora. Una donna di 52 anni che ha una disabilità di tipo cognitivo ma che grazie al sostegno della famiglia ha raggiunto l’autonomia di scendere da casa e di attendere il bus da sola. Un traguardo che a molti può sembrare banale ma che per Anna è importante!

Oggi però quanto il pullman è giunto sotto casa l’accompagnatrice ha trovato Anna in lacrime, spaventata e scomposta nell’abbigliamento. In un primo momento ha prevalso lo shock ma una volta giunta al centro diurno la donna si è calmata, raccontando di essere stata insultata e spintonata fino a cadere a terra, da un gruppo di teppisti. La sorella di Anna, la signora Claudia, è stata quindi informata telefonicamente dal coordinatore della struttura.

Claudia una volta appurato che la sorella si era ripresa dalla brutta esperienza non ha perso tempo e si è recata dai carabinieri denunciando per inadempienza il sindaco di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon, poiché ci spiega: “Il fatto è gravissimo. Un’aggressione fisica in pieno centro, alla luce del giorno, ai danni di una persona che non è in grado di difendersi – commenta, giustamente scossa la signora Claudia che aggiunge -. Questa purtroppo è l’inevitabile escalation di una situazione che va avanti da anni”.

“Solo 15 giorni fa ero dal sindaco con altri inquilini del condominio Filzi (che dà sulla stazione dei pullman) a Castelfranco per lamentare, per l’ennesima volta la presenza costante di bande di giovani, tutti minori che permangono lungo i portici, nei marciapiedi e nella vicina piazzetta, bevendo alcolici, fumando e per quanto ho visto anche facendo uso di droghe. Inevitabilmente fanno schiamazzi, visto che si ubriacano, sporcano ed hanno anche comportamenti molesti. In quell’occasione abbiamo consegnato a Marcon una petizione con oltre 200 firme affinché intervenisse”.

Insomma, come racconta Claudia, uno stato di cose davvero pesante da sopportare che va avanti da anni e che sta rendendo impossibile la vita non solo a chi risiede nel condominio ma a tutto il quartiere: “Abbiamo chiesto telecamere e controlli ma abbiamo ottenuto la promessa che entro 15 giorni sarebbero stati messi dei cartelli di divieto, per scoraggiare il bivacco, che però non sono arrivati. La situazione è insostenibile e deduco che oggi la banda che ha aggredito mia sorella fosse ancora lì dopo le 8 perché ha approfittato dello sciopero per bigiare (alla manifestazione certo non avrebbero voluto ubriachi e fumatori)”.

La signora racconta poi una circostanza ulteriormente inquietante: “In realtà, questi ragazzi, che arrivano in orario scolastico permangono poi anche nel pomeriggio e hanno fatto di questa zona il loro punto di ritrovo, visto che sono qui anche d’estate. Purtroppo, se prima erano solo delle superiori ora si sono uniti a loro anche ragazzini delle medie che hanno a loro volta cominciato a bere e ad assumere gli stessi comportamenti. Reputo che serva un intervento di recupero sociale e mi chiedo come sia possibile che nessuno intervenga: loro hanno bisogno di un aiuto educativo e noi di poter vivere tranquilli oltre che di sicurezza visto quanto accaduto a mia sorella”.

 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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