06 dicembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Da Pieve di Soligo la torta al radicchio rosso di Treviso per Papa Francesco

Il bravo Mirko Fariello delizierà le papille gustative del pontefice con le sue prelibatezze

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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mirko fariello

PIEVE DI SOLIGO – Grande soddisfazione per il pizzaiolo Mirko Fariello che premia anni di duro lavoro e soprattutto una grande passione, per fare le cose al meglio. La sua torta al radicchio rosso di Treviso è infatti destinata a Roma direttamente sulla tavola di Papa Francesco e per essere più precisi sarà donata in occasione della presentazione ufficiale del presepe, insieme ad altri prodotti tipici della Marca. La ricetta non è di Mirko e questa bontà è stata realizzata alla Scuola professionale di ristorazione ENAIP di Conegliano dove il bravo pizzaiolo tiene dei corsi.

Ben 10 teglie di torta al radicchio rosso di Treviso, sfornate all'ENAIP, sono già in viaggio per la capitale dove non hanno la fortuna di poter degustare a loro piacimento le bontà che il bravo Mirko prepara dal 2006 nella sua pizzeria “Tramonti” di via Brandolini 101 a Pieve di Soligo: “uno spicchio di Campania nel Trevigiano” come ama definirlo, visto che il nome è un omaggio alla sua città natale, Tramonti, in provincia di Salerno. I complimenti di OggiTreviso al bravo Mirko non solo per la bravura ma anche per la sua generosità!

 

 


Un lettore ci manda un suo breve scritto sul radicchio di Treviso, che pubblichiamo a margine di questa notizia.

LA LEGGENDA DEL RADICCHIO TREVIGIANO

di Dino De Lucchi da Levada

E' biblicamente noto che durante la permanenza di Adamo e Eva nel paradiso terrestre tutte le cose buone fossero a portata di mano e non costava nessuno sforzo averle. Con il peccato e la conseguente cacciata dall’Eden sorsero delle grosse difficoltà, perchè dovevano procurarsi il cibo con fatica e sudore. All’inizio persisteva in Adamo e Eva un pò di pigrizia e cercavano di nutrirsi mangiando le cose a portata di mano, tra cui i radicchi che erano in origine dolci. Al buon Dio non piaceva questo e mise nei radicchi un pò di amaro, lasciando però tutte le proprietà, perché voleva che ci mettessero un pò di impegno a cercar dell’altro e variassero la loro dieta per esser sani e idonei a popolar la terra. Al radicchio a foglia allungata, che era più facile a strappare, toccò la stessa sorte degli altri. Ma riservò ad esso, se lavorato, di essere nel contempo dolce. L'uomo ci mise un pò di tempo a scoprirlo e questo privilegio fu riservato ai Trevigiani che per il lavoro non sono secondi a nessuno. Una volta lavorato è il più pregiato e ricercato e il radiccho di Treviso diventa il re delle cicorie: reminescenza di Paradiso.

 

 

 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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