18 novembre 2019

Montebelluna

Crollo nel cantiere della Pedemontana: “Era tutto previsto”

La Regione risponde a chi ha puntato il dito sul crollo della scarpata nel cantiere della Pedemontana

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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TREVIGNANO – Innanzitutto la Regione precisa che la località è nel territorio comunale di Trevignano e non di Montebelluna come sembrava in un primo tempo e poi spiega che. “Al solo fine di permettere ai cittadini di trarre le più corrette conclusioni, è necessario, ancora una volta, dare una spiegazione tecnica in risposta agli allarmismi che alcuni cittadini contrari alla Pedemontana lanciano in maniera sconsiderata sul web”.

Quindi la nota ufficiale prosegue: “In Comune di Trevignano, domenica scorsa, si è avuto uno sversamento di acque piovane superficiali sul sedime di Pedemontana in trincea, nella tratta in cantiere. Era tutto previsto e, quindi, sotto controllo. Circa dieci giorni fa, infatti, il Concessionario ha scavato un solco provvisorio nel terreno affinché, in caso di rovesci, le acque delle canalette di irrigazione scarichino nel cantiere, per non allagare le campagne circostanti”.

“Non vi sono stati pericoli per i cittadini, poiché quella parte di strada non è ancora in esercizio e si ricorda che, come cantiere, è inibita ai non addetti ai lavori. Nemmeno gli operai hanno corso pericoli, poiché sono al corrente dell'accorgimento assunto e, comunque, fermano le lavorazioni durante le piogge intense che portano l'acqua a tracimare. La parte di Pedemontana già aperta non ha registrato alcun problema”. Ma dalla Regione arrivano precisazioni anche sul crollo della canaletta in calcestruzzo verificatosi in precedenza nello stesso cantiere.

“Cosa è successo tecnicamente: nel periodo ferragostano, gli eventi piovosi hanno portato al crollo di una canaletta in calcestruzzo, e non ad un ponte canale, come anche in quell'occasione era stato sbandierato. La canaletta raccorda il sistema di irrigazione al ponte, al fine di superare Pedemontana in quel punto posta in trincea. Per evitare che un domani un'affluenza straordinaria di acqua tracimi in strada, è stato costruito un troppo pieno che dovrebbe portare gli esuberi di acqua in tre vasche di raccolta, laminazione e scarico nel terreno. Il sistema è stato aperto dal Concessionario pur senza la presenza delle vasche, ancora da costruire, in avvio della stagione irrigua su richiesta del Consorzio di Bonifica che premeva per dare continuità alla rete irrigua eliminando il bypass realizzato”.

Quindi le conclusioni della Regione: “A Ferragosto, durante eventi piovosi intensi, è tracimata l'acqua dalla canaletta, non ha trovato le vasche ad accoglierla e ha dilavato il terreno sottostante la canaletta di raccordo, dietro il sostegno del ponte canale. Quest'ultimo è rimasto indenne, la canaletta, mancandole il terreno di supporto, si è piegata ed è da rifare. Tutti i ripristini sono a completo carico del concessionario. Appurata la dinamica dell'evento, il concessionario ha predisposto un solco di scavo per far defluire le acque di troppo, in attesa della costruzione delle vasche necessarie, già previste ed approvate”.

“Questi inconvenienti relativi alla raccolta delle acque superficiali non sono creati da Pedemontana, bensì sono già presenti da tempo sul territorio, tanto che spesso in alcuni tratti le campagne di allagano. La costruzione dell'infrastruttura impone una regimazione strutturata delle acque - in questo caso con troppo pieno e vasche - per evitare che possa un domani allagarsi la sede stradale in esercizio”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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