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CORSO DI EDUCAZIONE SESSUALE, L'ASSESSORE CONVOCA I GENITORI

Il progetto era scaturito da un'indagine effettuata per capire i bisogni dei pre-adoloscenti
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Treviso - Corso di educazione sessuale troppo "spinto": “Sarà mio compito organizzare a breve un incontro con le scuole “Stefanini” e “Martini” e il Centro Paradoxa per la valutazione del percorso finora effettuato. E' già programmato per il 29 gennaio un ulteriore incontro tra il Centro Paradoxa, i genitori e le scuole per un chiarimento in merito a quanto riportato sulla stampa locale”.

Lo ha detto l’assessore alla pubblica istruzione Mauro Michielon, in relazione alla polemica relativa ad un corso di educazione sessuale organizzato alle scuole media “Stefanini” e “Martini” giudicato da alcuni genitori troppo “spinto” per ragazzi si quel’età.

L’assessore intende fare chiarezza sui percorsi di educazione sessuale e su quelli relativi ad altre problematiche adolescenziali e ricorda che nel 2007, il Comune ha promosso la ricerca intitolata “Essere pre-adolescenti a Treviso” che ha coinvolto tutti i ragazzi dell'ultimo anno delle scuole elementari e a tutti quelli delle 3° classi delle medie, nonché i loro genitori e gli insegnanti.

Da questa ricerca scaturì l’idea di promuovere un percorso per individuare alcune azioni propositive agli elementi di disagio emersi dall'indagine. E’ in questo contesto che si inserisce il progetto “Crescere in relazione”, ora pietra dello scandalo. Il suo obiettivo era la promozione del benessere relazionale dei ragazzi pre-adolescenti, per prevenire eventuali o future situazioni di disagio, offrendo anche chiavi di lettura del loro mondo agli adulti (genitori, insegnanti, volontari).

Il tema centrale che accomuna i giovani – spiega Michielon - è la relazione, la difficoltà di comunicazione con il mondo adulto, i messaggi che ricevono da altri canali grazie anche alle loro capacità nell'uso degli strumenti tecnologici. L'ambito principale del progetto non poteva che essere la scuola per il ruolo e la funzione che riveste nei confronti dei ragazzi”.

Il progetto, affidato al Centro Paradoxa di Treviso, non intende – precisa l’esponente leghista -sostituirsi né sottrae spazi ai progetti specifici sulla sessualità elaborati e proposti dall'Ulss di Treviso (questa era l’accusa mossa dal gruppo di opposizione “Città mia”), visto che fra i due enti – precisa Michielon vi è stretta collaborazione, soprattutto con il Distretto socio-sanitario per elaborare progettualità a medio e lungo periodo, rivolte ai ragazzi pre-adolescenti per promuovere la loro salute ed aiutarli a sviluppare delle capacità protettive verso i comportamenti a rischio.

“Non vorrei dire molto per non anticipare un progetto in fieri e non ancora condiviso con le istituzioni scolastiche ma stiamo da mesi lavorando per ideare e proporre il prossimo anno scolastico un concorso di creatività attraverso la creazione di un ambiente virtuale “protetto” per i ragazzi, con l'obiettivo di promuovere lo spazio di ascolto per adolescenti organizzato dal Distretto socio-sanitario n°1 ell'ambito delle politiche dell' Ulss 9 a favore delle fasce giovanili”.

Autore: laurat
Data di pubblicazione: 21-01-2010
Data ultima modifica: 21-01-2010

Cosa dicono i lettori

Stefano Re // 22/01/2010 20:01
Paradoxa

Ho incontrato paradoxa nel mio passato mentre facevo ricerca sulle psicosette e sulle terapie folli in Veneto.
Purtroppo non ho tenuto la documentazione, ma mi aveva colpito il nome... Sono sicuro si tratti dello stesso centro perche' il responsabile e' lo stesso.
Per i genitori preoccupati, e per tutte le persone che hanno a che fare con quel centro, suggerisco di controllare se vi siano informazioni interessanti nel sito del Cesap.

http://www.cesap.net/

oppure sul sito di Allarme Scientology

nella sezione relativa alle psicoterapie folli

http://xenu.com-it.net/sette.htm

Senza bruciare nessuna strega, ovviamente.
Pero' tenendo alta l'attenzione!

a. p. // 22/01/2010 12:01
EDUC. SEX.

Sarebbe ora di togliersi un po' di prosciutto dagli occhi e apprezzare stili di lavoro un po' diversi e mirati, oltretutto che aiutano i genitori a parlare di argomenti di solito tabù. I figli a volte ne sanno più di noi. Poi se c'è un problema di linguaggio, penso si possa parlarne senza questo can can , poco edificante per tutti.
Inoltre, si dice tanto del corso Uls gratis..... beh le richieste sono così tante che anche l'hanno scorso ci abbiamo provato come genitori, ma non c'era disponibilità di tempo a venire.
Mi sa che più di un problema di corso sessualità, è una mira a far cadere questa o quella poltrona.
Saluti.

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