EDUCAZIONE SESSUALE: CONFRONTO FRA GENITORI E DIRETTORE DI PARADOXA
L'assessore Michielon: "sarà la scuola a decidere se continuare o annullare il corso"
Treviso - Se il corso di educazione alla affettività attivato dalle scuole medie “Stefanini” e “Martini” di Treviso era stato sospeso prima delle vacanze natalizie, perché il Comune ha appreso delle polemiche solo dalla stampa e a un mese di distanza? L’assessore alla Pubblica istruzione Mauro Michielon, non si spiega questo fatto, ma non vuole nemmeno alimentare le polemiche bensì far chiarezza sulla vicenda e, soprattutto, esprimere profondo rammarico pensando al trauma che le querelle di questi giorni potrebbero aver causato agli studenti.
Secondo alcuni genitori, a Michielon, risultano davvero pochissimi, anche perché lui stesso è genitore di una bambina che frequenta la “Stefanini” il corso sarebbe stato definito troppo “spinto” in quanto gli educatori usavano un linguaggio “troppo esplicito”. L’assessore ribadendo la piena autonomia della scuola nel decidere le proposte didattiche e formative, afferma che con lui di questo problema mai nessuno aveva fatto parola.
E’ stato informato da un giornalista ben un mese dopo l’interruzione delle lezioni, decisione presa in attesa di chiarimenti con lo psicologo Andrea Sales, il direttore di Paradoxa a cui è stato affidato il percorso formativo. Michileon ha voluto anche ricostruire la tempistica della vicenda.
Se tutto era filato liscio alle prime lezioni svoltesi alle Stefanini ai primi di dicembre, dubbi sul metodo educativo erano stati sollevati solo dopo le prime lezioni effettuate alle Martini a metà dicembre. Le lezioni incriminate si sarebbero svolte dal 15 al 17, pur avendo il medesimo contenuti.
Ne è seguita la decisione di spendere i corsi, in attesa dei chiarimenti post vacanzieri che hanno già avuto luogo fra la preside Nara Ronchin e Andrea Sales e che domani sera verranno resi noti anche ai genitori che la scuola ha voluto riuniti per far chiarezza sul metodo utilizzato dalla società trevigiana.
“Parlare della sessualità è spesso più complicato o imbarazzate per l’adulto, spesso portatore del tabù di storico retaggio, che non per i “digital native”, cioè i ragazzi nati dal 1990 in avanti: interventi formativi come questo, contestatissimo proprio dai genitori, puntano proprio a semplificare la possibilità di un confronto aperto, chiaro e responsabile tra adolescente e adulto.
Per il benessere di tutti” ha scritto in una nota Andrea Sales che rispetto all’accusa di utilizzare termini troppo spinti così risponde: “Premesso che per questi incontri viene consigliata sempre la presenza degli insegnanti in aula, in quanto figure di riferimento costante, come concordato con la scuola, e considerato che la nostra conduzione non è mai semplicemente didattica ma vuole partire dalle conoscenze possedute dai ragazzi e dal loro interesse per l’argomento, grazie al linguaggio riusciamo a comprendere la loro “enciclopedia” e a correggere le informazioni errate che spesso circolano tra i giovani e i giovanissimi”.
“Sarà la scuola – ha ribadito l’assessore – a decidere se proseguire il percorso o meno. Sono assolutamente rispettoso delle idee dei genitori che hanno avuto da ridire sui corsi e delle scelte che decideranno di compiere i docenti al quale il corso non è stato imposto, visto che sono stati loro stessi a decidere di proporlo dopo aver parlato con Paradoxa”.
Michielon ha voluto anche ricordare che il progetto complessivo, che contempla anche incontri, tenuti sempre da psicologi di Paradoxa, per genitori, istruttori sportivi e altre figure di riferimento per i pre-adolescenti, mirava a prevenire il disagio giovanile. Era stato concepito a seguito di un’indagine commissionata dall’Swg nel 2007.
Allora il Comune aveva promosso la ricerca intitolata “Essere pre-adolescenti a Treviso” che ha coinvolto tutti i ragazzi dell'ultimo anno delle scuole elementari e tutti quelli delle 3° classi delle medie, nonché i loro genitori e gli insegnanti. Da questa ricerca scaturì l’idea di promuovere un percorso per individuare alcune azioni propositive agli elementi di disagio emersi dall'indagine. E’ in questo contesto che si inserisce il progetto “Crescere in relazione”, ora al centro di accese polemiche.
Per attivare il progetto il Comune aveva anche ottenuto dei fondi dal ministero dell’Interno. Il Comune aveva affidato a Paradoxa la gestione dei vari percorsi formativi, senza nulla imporre alla due scuole. Amareggiato e preoccupato, l’assessore Michielon si dice anche per le possibili fratture che potrebbero venirsi a crearsi fra docenti stessi e fra questi e genitori e, soprattutto, per l’accoglienza di futuri progetti formativi all’interno delle scuole che il Comune sta progettando assieme all’Ulss 9 che alle scuole propone già un percorso di educazione sessuale che nulla ha a che vedere con il corso sull’affettività che la scuola aveva chiesto di attivare.



03/06/2010
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