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CORRUZIONE, CONDANNATI I “SIGNORI DELLA GHIAIA”

Contestato un solo episodio, il resto è stato prescritto
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Nervesa – Tutto era iniziato il 10 dicembre del 2002: fuori da un ristorante il funzionario della Regione Michele Ginevra era stato beccato con 17mila euro in tasca. I cavatori finiti sotto processo erano insieme a lui.

Si erano giustificati dicendo che si trattava solo di una “mancia” perché aveva svolto bene il suo lavoro. L’accusa però parlava di vere e proprie tangenti, e si contestava che la cosa andasse avanti da anni. Soldi in cambio di autorizzazioni all’ampliamento di cave dove estrarre la ghiaia.

Ieri, però, al termine di una camera di consiglio lunga quattro ore e mezzo c’è stata una condanna per atto d’ufficio riferito ad un solo caso, appunto del 10 dicembre 2002. Ciò che si presumeva fosse avvenuto prima è stato prescritto. Il reato di corruzione è stato derubricato a corruzione impropria.

Queste le condanne: 1 anno e 4 mesi per Roberto Grigolin, Giorgio Montesel, Antonio Balbinot e 11 mesi a Daniele Montesel.

Le aziende di cui i citati “signori della ghiaia” sono alla guida – Superbeton, Postumia Inerti, Fornaci Calci Grigolin, Nervesa Inerti, Ghiaia di Calfosco, Balbinot Antonio Srl – sono state condannate a pagare 64 mila euro di multa ciascuna. Il funzionario Ginevra nel frattempo è morto.

In foto: Roberto Grigolin e i legali in aula durante il processo (Foto Balanza)

 

Autore:
Data di pubblicazione: 27-03-2009
Data ultima modifica: 08-10-2009

Cosa dicono i lettori

domus74 // 18/04/2010 11:04
non e giusto

ma che ne sapete voi,se i signori citati hanno pagato delle tangenti e giusto,solo grigolin fa lavorare piu di 500 famiglie e se non fa cosi la regione non da ampiamento e quindi deve iniziare a lasciare a casa tanta gente,se invece la regione darebbe l'ampiamento senza tanti problemi gli imprenditori non sarebbero costretti ad attuare norme non conforme alla legge.mi dispiace per la sentenza senza concessione non c'è ghiaia e quindi niente lavoro significa gente a casa capito

Andrea Zanoni // 30/03/2009 16:03
Questa condanna, arrivata

Questa condanna, arrivata dopo ben sette anni, con pene molto lievi, è la conferma dell’inadeguatezza delle leggi che tutelano il territorio e le risorse naturali patrimonio di tutti i cittadini, queste leggi e quelle che regolano i procedimenti penali sono fatte su misura per chi le viola.
Con un pool di bravi avvocati pagati profumatamente si allungano all’infinito i tempi dei processi e si arriva alla prescrizione dei reati.
Ora con l’appello i cavatori potranno bypassare la giustizia ottenendo la prescrizione dell’intero processo.
Ai cittadini risulta sin troppo evidente che queste leggi sono stata fatte dai politici a sostegno dei propri misfatti consentendo anche agli altri che le violano di godere delle varie scappatoie create appositamente.
Questo processo dimostra ancora una volta che in Italia manca la certezza della pena e se manca questa ogni regola può essere violata soprattutto se si dispongono importanti risorse finanziarie.
La politica locale dovrebbe affrontare urgentemente la questione della legalità soprattutto in una provincia come la nostra dove gli episodi sconcertanti non mancano, e mi riferisco alle escavazioni illegali di ghiaia per milioni di metri cubi punite con sanzioni ridicole, alle fidejussioni relative alle discariche di milioni di euro volatilizzate senza che nessuno paghi, ai funzionari dell’ufficio caccia della provincia di Treviso che continuano ad occupare i loro posti nonostante due sentenze di condanna e l’interdizione dai pubblici uffici; alle diverse discariche che stanno contaminando la falda acquifera senza nessuno dei responsabili costretto a pagare per i disastri ambientali in atto

Riccardo Cettolin // 28/03/2009 22:03
Difatti io sostengo che si

Difatti io sostengo che si rischi molto di più a compiere reati minori che non reati più gravi come questi di cui stiamo parlando. In ogni caso non ritengo che la corruzione possa essere giustificata in base alla burocrazia o al potere di un qualsiasi funzionario. Può essere vero che anche i cavatori in un certo senso subiscono le angherie di questi ultimi, ma la corruzione non può mai essere giustificata perchè è un danno per tutta la società, alla fine ne paghiamo le conseguenze tutti. Inoltre non me la sento proprio di considerare vittime delle persone che hanno fatto i miliardi infrangendo decine e decine di volte la legge, scavando la dove non si poteva fare.

Anonymous // 27/03/2009 19:03
Guardiamo il rovescio della medaglia

Penso che alla fin fine le vere vittime siano proprio i cavatori!! fanno un lavoro contro tutti, le norme ben regolano il settore, ma poi....guarda caso serve il benestare di un funzionario per andare avanti e lavorare. Ma allora il vero colpevole da che parte sta?? il vero potere in mano a chi è??? Vorse è giunto il momento di pensare... e senza pensare al solo denaro con invidia verso chi ce l'ha...alle giuste colpe per meglio costruire il futuro!!

Enzo Procopio // 27/03/2009 12:03
Mala società

64.000 euro per un cavatore sono una formalità e le pene non le sconteranno, e loro lo sanno bene. I danni al territorio, patrimonio di tutti e delle future generazioni, ha invece un valore inestimabile, e questo non viene mai abbastanza considerato. La corruzione è un fatto di costume di questo maledetto paese e riconduce tutto al favore personale e al proprio tornaconto. Se non azzeriamo il nostro senso civico, in particolar modo degli amministratori, e lo ricostruiamo da zero, non vi sarà possibilità di riscatto per la nostra società.
Enzo Procopio - Treviso

Alessandro A. // 27/03/2009 12:03
Ringraziamo

Chi ha votato per quindici anni Berlusconi che si è fatto tutte le leggi ad personam per alleggerire le pene legati a reati contro il patrimonio. E la sinistra che non ha fatto niente per fermarlo.

Vergogna

Voglio un sistema giudiziario basato su quello americano dove chi ruba, non paga le tasse o falsifica bilanci finisce in carcere per 25 anni
e non va a governare uno stato

Il Satanista // 27/03/2009 12:03
Sequestrargli le aziende,

Sequestrargli le aziende, mettergli una palla al piede e un badile in mano per tappare i buchi che hanno fatto(eufemismo dato che producono crateri che neanche i meteoriti fanno)

Riccardo Cettolin // 27/03/2009 10:03
Come al solito in questo

Come al solito in questo paese si rischia di più a rubare un portafoglio che a prendere tangenti di decine di migliaia di euro. Tra condanne lievi, quando ci sono e prescrizioni mai che un corrotto o un corruttore paghino per i loro reati. e i 64.000€ di multa cosa sono? Nulla. E' ora di finirla, è ora di combattere la corruzione che in Italia ci costa oltre 100 miliardi di euro all'anno.

TarcisioC // 27/03/2009 11:03
Un portafoglio Tu dici?

Un portafoglio Tu dici? Prova a rubare una mela, per fame, e, rompere la cassetta dov'era contenuta. Sai cosa Ti prendi? Almeno 2 anni per furto con scasso! Dura Lex sed Lex. Ciao, mi picerebbe conoscerTi per fare 4 chiacchere.

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