CONSIGLIERI COMUNALI A LEZIONE DI AMMINISTRAZIONE
L'Anci organizza un percorso formativo per tutti i nuovi amministratori, e sono molti, dei nostri Comuni
Treviso - Parte una campagna di aggiornamento per gli amministratori comunali, soprattutto per coloro che sono stati eletti per la prima volta nella tornata elettorale dello scorso giugno.
L’iniziativa è promossa dall’Anci, l’associazione dei Comuni della Marca trevigiana, che ha invitato alla partecipazione 1.750 consiglieri comunali della provincia.
Nelle passate elezioni amministrative vi è stato un elevato ricambio: ben l’80% degli eletti è di prima nomina e il 90% di questi ha meno di 40 anni.
Insomma una ventata di novità, di vitalità, ma anche di inesperienza. Mentre è sempre più difficoltoso districarsi con leggi vecchie e nuove e con tutta una serie di cavilli burocratici. Angelo Pavan, presidente dell’Anci, ha detto di aver pensato a questo corso di formazione, soprattutto sulla base delle esigenze dei nuovi consiglieri comunali, che assumono anche il ruolo di assessori, con precise responsabilità di governo. Da Svariate le tematiche che verranno affrontate. Ciascun corso sarà diviso in un primo ciclo di 4 serate distribuite tra dicembre e marzo.



12/07/2010
Cosa dicono i lettori
Esperienza
Quando riferendoci a amministratori comunali di recente nomina si ritiene necessario affermare che si è pensato a un corso per la loro formazione, per districarsi con leggi vecchie e nuove e con tutta una serie di cavilli burocratici, si ammette quanto male si è amministrato fino a oggi. E' mancato un impegno tra i più elementari nel fare sistema: non si è investito per rendere il sistema quanto più semplice e possibile agli occupati e ai successori. Il nuovo amministratore entra in un non sistema dove occorre districarsi, a fatica, tra leggi vecchie e nuove e una serie di cavilli burocratici. In altre parole dalla resistenza dell'apparato che l'elezione non ha rinnovato.
Da ciò l'esigenza di organizzare o partecipare a un corso. Sperpero di denaro pubblico e pulpito per i soliti noti. Inganni per controllare e governare i nuovi eletti, al pari dei cittadini distratti e polli da continuare a spennare.
In nessun settore si cede ad altri l'esperienza a nessun prezzo e in tutti i settori l'esperienza la si acquista in proprio, operando con entusiasmo e prudenza. Anche sbagliando, soprattutto se si opera con precipitazione, ma non necessariamente sbagliando se ci si impegna a voler apprendere per migliorare. Non si va all'Anci per farsi inquadrare nel sistema, ma si affronta l'Anci per valutarne criticamente l'organizzazione che deve risultare essere stata di scarsa efficienza. Inadatta quindi a organizzare corsi di formazione, e bisognosa di ripensare a se stessa. Se l'Arci ha esperienze acquisite che le metta a frutto per la propria organizzazione, magari partecipandola e rendendola strumento di utile e semplice consultazione. Anche per gli amministratori comunali di recente nomina, se non per tutti quelli che intendessero migliorare se stessi e il sistema. Ammettere l'esistenza di cavilli burocratici e considerarsi associazione dei Comuni della Marca trevigiana, significa non avere svolto il proprio ruolo sempre e beninteso con l'uso del denaro pubblico. Chi produce il cavillo burocratico e a chi spetta semplificare l'amministrazione pubblica? Al cittadino che l'ha sulle spese?
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