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15 luglio 2018

Conegliano

Conegliano: tumore alla prostata, risultati migliorati del 30%

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CONEGLIANO - Il tumore della prostata è uno dei più comuni tra gli uomini e il rischio è direttamente correlato all’età: se a 50 anni 1 uomo su 4 presenta cellule cancerose nella prostata, a 80 anni questa condizione riguarda 1 uomo su 2.

 

Tale patologia, per la sua complessità, necessita un coinvolgimento diagnostico-terapeutico e assistenziale multidisciplinare. Il tumore della prostata sarà oggetto di un Convegno, in programma il 21 Aprile, al Centro Studi San Francesco di Conegliano, organizzato dall’Unità Operativa di Urologia dell’Ospedale di Conegliano.

 

L’evento rappresenterà un momento di confronto importante tra urologi, oncologi , radioterapisti e radiologi provenienti da tutta Italia e dagli Stati Uniti. Nell’ambito del Convegno è prevista anche una sessione dedicata al rapporto Pubblico /Privato, alla loro integrazione e alle prospettive future, in un contesto sempre più Europeo.

 

“L’interesse per questa patologia – spiega il primario di Urologia, Salvatore Valerio - rimane attuale sia da un punto di vista clinico-diagnostico, sia dal punto di vista organizzativo ed è motivato dall’incidenza di tale neoplasia, al primo posto nei tumori maligni nel maschio. Le innovazioni ed i progressi tecnologici offrono al paziente scelte terapeutiche sempre più condivise e consapevoli. La Prostate Unit, modello organizzativo innovativo di PDTA attiva a Conegliano dal 2015, consente un miglioramento nella qualità dell’offerta e un coinvolgimento globale sul versante dell’umanizzazione: il paziente viene totalmente preso incarico dal team multispecialistico nel suo percorso di diagnosi , cura e riabilitazione.

 

 

“Per un paziente sempre più alla ricerca dell’eccellenza anche in ambito sanitario – sottolinea il direttore dell’Ulss 2, Francesco Benazzi – la creazione delle reti e il continuo adeguamento dei modelli organizzativi è fondamentale. In quest’ambito si colloca la Prostate Unit dell’Ospedale di Conegliano che ha riportato risultati di rilievo sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo: negli ultimi quattro anni sono triplicati i pazienti trattati con tecniche chirurgiche mini invasive. Non solo, i percorsi assistenziali, con la presa in carico globale e multispecialistica ci hanno permesso di adeguare e umanizzare ulteriormente l’offerta di cura”.

 

ATTIVITA’ PROSTATE UNIT: Il miglioramento degli indicatori di esito, a seguito dell’attivazione della Prostate Unit è stato del 30%. Nella tabella sono stati presi come anni di riferimento: il 2013, vale a dire prima dell’inizio dell’introduzione della chirurgia mininvasiva, il 2016 e il 2017 perché oggetto di valutazione da parte della Scuola S. Anna di Pisa.

 

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