19 novembre 2019

Treviso

LA COMMISSIONE AGRICOLTURA APPROVA LA LEGGE AMMAZZA FRINGUELLI

Le associazioni animaliste sono sul piede di guerra e diffidano i consiglieri regionali

Laura Tuveri | commenti | (2) |

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TREVISO/VENEZIA - Caccia: le associazioni diffidano i consiglieri regionali. Ieri, martedì 20 luglio, la IV Commissione (Agricoltura e Caccia) della Regione del Veneto ha approvato una legge sulla caccia in deroga con voti favorevoli di Lega, Pdl, Udc, il Pd si è astenuto mentre l’unico voto contrario è arrivato dall’ Italia dei Valori.

La Commissione ha ascoltato anche le associazioni ambientaliste, venatorie ed agricole. Andrea Zanoni, presidente della Lac del Veneto, presente all’audizione assieme ai rappresentanti di Lav, Enpa, Lipu, Lega Ambiente, Wwf, Anpana, Lida e molte altre è intervenuto ricordando ai commissari alcuni aspetti fondamentali per i quali la legge risulta illegittima.

In primo luogo la Corte di Giustizia europea ha in corso un processo contro l’Italia perché la legge sulle deroghe del Veneto viola la Direttiva Comunitaria “Uccelli” (Causa C-164/09). Secondo, la Corte di Giustizia Europea il 15 luglio scorso ha condannato l’Italia a pesanti sanzioni perché tramite le regioni consente la caccia in deroga ad uccelli protetti (Causa C-573/08).

In terzo luogo, ricorda Zanoni, la legge statale 157/92, la legge regionale 13/2005 e la Sentenza della Corte Costituzionale n.250 del 25/06/2008 sanciscono che una regione può adottare la caccia in deroga solo tramite atto amministrativo della Giunta regionale e mai tramite legge. Ultima motivazione la Regione ha omesso di chiedere il parere sul progetto di legge all’Ispra che è l’unico organismo scientifico pubblico che a norma della Direttiva Comunitaria “Uccelli” può stabilire se vengono rispettate o meno le rigide procedure previste per le deroghe.

“Tutta la società civile dovrebbe chiedere al Parlamento italiano – ha dichiarato Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione Caccia del Veneto – di approvare una legge con la quale venga previsto che chi paga le spese e le sanzioni europee per la caccia in deroga non siano tutti i cittadini italiani, bensì tutti gli assessori, consiglieri regionali, europarlamentari che hanno approvato queste disposizioni illecite. Questa legge ora andrà in Consiglio regionale per il voto finale, probabilmente verrà votata all’una di notte di una afosa giornata di fine luglio, noi comunque faremo il possibile affinché, tramite i consiglieri che lottano per la legalità e la tutela dei nostri amici alati, venga definitivamente affossata.

Speriamo che la diffida che oggi abbiamo notificato a tutti i 60 consiglieri, a firma dei presidenti nazionali di Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu BirdLife Italia e Wwf Italia, sortisca gli effetti voluti.” Ma c’è chi non la pensa così ed è il consigliere regionale, il leghista e trevigiano Gianpiero Possamai, cacciatore, che ritiene sia “giusto mantenere la tradizione venatoria veneta”, confidando anche sulla creazione dell’Istituto Veneto per la Fauna Selvatica”.

“Ritengo che il testo di legge sulla caccia in deroga licenziato dalla quarta commissione del Consiglio regionale sia ampiamente condivisibile, dal momento che conferma la volontà di mantenere salda la tradizione venatoria veneta”.

Possamai che fa sapere che il testo sarà portato in aula per il voto definitivo in una delle prossime sedute di Consiglio. Le specie cacciabili ‘in deroga’ sono sei: lo storno (100 capi per ogni cacciatore in tutta la stagione venatoria), il fringuello (100 capi), il prispolone (30 capi), la pispola (30 capi), il frosone (30 capi) e la peppola (30 capi).

 



Laura Tuveri

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