18 ottobre 2019

Benessere

Come curare lo stomaco gonfio: cause e rimedi per questo disturbo comune

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E’ capitata a tutti almeno una volta nella vita, quella sensazione di pesantezza e di gonfiore allo stomaco dovuta al mangiare oppure apparentemente immotivata. Può sembrare un disturbo comune, passeggero e di poco conto ma in realtà essa può essere segno di una disfunzione o di una patologia ben più grave.

 

Le cause possono essere tra le più svariate: alcuni ne soffrono a causa dello stress, che sia dovuto al lavoro o a qualsiasi altro problema, altri ne soffrono a causa della brutta abitudine di mangiare in fretta senza prendersi quella pausa rilassante che ogni pasto dovrebbe rappresentare. C’è chi ne è vittima dopo una serata di bagordi ed eccessi occasionali e chi viene tradito dalla pigrizia e dalla sedentarietà. Molti sfidano il proprio organismo assumendo cibo pesante e poco tollerabile, causando praticamente il proprio male in modo volontario, ma come già detto molti soffrono di questo disturbo anche senza un’apparente motivazione valida.

 

L’assunzione di grandi quantità di alcolici o bevande gassate, cibi piccanti o troppo ricchi di condimenti e frutta a fine pasto hanno come conseguenza appunto la predisposizione all'aerofagia e all'accumulo di gas nello stomaco, e dunque la sensazione di gonfiore addominale.

 

In condizioni normali, il senso di pienezza e gonfiore nella parte alta dell'addome è un sintomo transitorio, che scompare spontaneamente dopo la digestione. Tuttavia, se il senso di tensione è associato a fitte dolorose, potrebbe essere presente una patologia a carico dell'apparato gastrointestinale.

 

Tra le patologie più diffuse abbiamo:

- sovra-crescita di batteri nell’intestino tenue, che possono produrre quantità eccessive di gas, ma anche diarrea e perdita di peso;

- sindrome del colon irritabile, che può alterare i movimenti dell’aria lungo il tratto digerente;

- malattia da reflusso gastroesofageo, una condizione cronica in cui il contenuto dello stomaco ritorna nell’esofago. Un soggetto affetto da questa patologia può ricorrere frequentemente al rutto per alleviare il fastidio;

- intolleranze e problemi nella digestione dei carboidrati. Un’intolleranza alimentare può portare a gonfiore in vari casi, tra cui quando l’intestino non si svuota correttamente, il cibo presente intrappola il gas o viene creata un’eccessiva quantità di gas.

 

Tra le più diffuse ci sono:

- intolleranza al lattosio, condizione in cui il soggetto ha sintomi digestivi, come gonfiore, diarrea e meteorismo, dopo aver mangiato o bevuto latticini;

- intolleranza al fruttosio, per cui vale lo stesso che per la precedente ma in relazione all’assunzione di fruttosio; - celiachia, un disturbo immunitario che origina dall’intolleranza al glutine, presente in grano, segale, orzo e altri prodotti. Nei celiaci, il glutine causa danni al rivestimento dell’intestino tenue;

- gastroenteriti.

 

Anche alcune infezioni del tratto stomaco-intestino, talvolta banali come le tipiche influenze intestinali invernali, possono essere causa di gonfiore e dolore, così come condizioni più serie come varie infezioni. Questo disturbo può essere limitato o curato tramite vari rimedi. Sicuramente limitare ed eliminare vizi come fumo e alcol sta alla base, come anche regolamentare l’alimentazione mediante un’apposita dieta. Qui si andranno a consumare piccoli pasti frequenti, riducendo gli alimenti che favoriscono la produzione di gas. Un altro aspetto da tenere sotto controllo sarà l’attività fisica, che può migliorare notevolmente la funzionalità del sistema digestivo. Anche alcuni farmaci da banco possono risolvere la situazione, come anche integratori creati appositamente per lo stomaco gonfio. Essi, acquistabili facilmente su Wellvita, sono composti da estratto di carciofo, che aiuta la digestione e la funzione epatica e favorisce l'eliminazione dei gas intestinali. Oltre che dall’estratto di tarassaco, che contribuisce alla regolarità del transito intestinale.

 

Gli integratori a differenza dei farmaci non hanno gravi controindicazioni, mentre i primi tra queste presentano la gravidanza e la presenza di glaucoma, malattia di Parkinson o epilessia.

 

Assumere in modo spontaneo preparati per alleviare i disturbi digestivi è ammesso solo per adulti in caso di disturbi occasionali. Se il disagio interessa un bambino o un anziano e tende a ripresentarsi in modo ciclico o continuo è ovvio e doveroso consultare uno specialista.

 

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