21 luglio 2019

Conegliano

Colline del Prosecco patrimonio Unesco: “Omissioni ed errori nei documenti degli esperti”

Gianluigi Salvador del direttivo PAN Italia (Pesticides Action Network) denuncia: “Omissioni ed errori nei documenti degli esperti per la Certificazione Colline del Prosecco UNESCO”.

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

CONEGLIANO – All’inizio di luglio in Azerbaijan ci sarà il pronunciamento da parte del World Heritage Commettee UNESCO sulla candidatura a patrimonio dell’umanità delle colline del prosecco ma la recente valutazione positiva dell’ICOMOS alla richiesta italiana, non persuade PAN Italia (Pesticides Action Network). Sulla questione Gianluigi Salvador, del direttivo PAN Italia, afferma che: “Quest’anno la valutazione ICOMOS è stata positiva, ma presenta 15 raccomandazioni (più che altro ammonizioni) molto pesanti, da risolvere dopo l’eventuale promozione del WH Commettee”.

Salvador prosegue poi con la sua analisi del documento: “Sono completamente assenti dal documento ICOMOS le parole “pesticide” e “pollution”, come se certificare “culturalmente” il sito con la fotografia del paesaggio e qualche accenno frammentario alla storia recente della monocoltura viticola, ormai “industrializzata”, eliminasse i forti disagi della popolazione residente ed i pericolosi inquinamenti della chimica di sintesi, che investe tutti i beni ambientali, nell’interesse lucrativo di una piccola minoranza della popolazione”. Inoltre: “Il Centro WH UNESCO di Parigi, nel suo documento di accompagnamento, ha completamente appoggiato e adottato la posizione ICOMOS, mantenendo 14 delle 15 raccomandazioni originarie di ICOMOS, e omettendo proprio l’ultima che recita testualmente “Garantire che tutti i principali progetti che potrebbero avere un impatto sulla proprietà sia comunicata al patrimonio mondiale WH Centre …”.

Salvador spiega poi che: “Questa valutazione positiva, va chiarito che il sito Colline prosecco non è stato accettato con codice “I” cioè “Inscribe” (cioè iscrivi), come afferma il coordinatore progetto Colline prosecco Mauro Agnoletti, ma la valutazione è stata lasciata ancora aperta – e prosegue -. La Commissione ICOMOS UNESCO, che per questa seconda valutazione non ha effettuato sopralluoghi sul campo, ha la notevole responsabilità di aver ignorato i gravi disagi dei residenti e la scarsa tutela della salute e della biodiversità. I cittadini, che nel corso degli ultimi anni hanno più volte manifestato con assemblee pubbliche, sit-in, marce e cortei contro l’uso dei pesticidi di sintesi, potrebbero questa volta, prima della data della riunione del WH Commettee dedicata alle Colline del prosecco, indirizzare un’azione di protesta verso la Sede nazionale UNESCO di Venezia”.

Quindi conclude: “In questa situazione, l’invito a coinvolgere le popolazioni, contenuto nella raccomandazione: “Migliorare il coinvolgimento delle comunità locali nello sviluppo"; risulta essere una presa in giro, tanto è vero che anche alcune organizzazioni ambientaliste, che all’inizio collaboravano, sono state poi escluse dalla progettazione e ben 39 di esse, tra cui PAN Italia, il WW locale, Legambiente, Comitato marcia stop pesticidi, Colli puri, etc, si sono ora schierate formalmente contro la certificazione delle Colline del prosecco. È incredibile che il governatore Luca Zaia ripeta da anni che il futuro è biologico e che anche l’altro ieri abbia affermato: “Ora vigneti senza chimica”. Quando? Se nei vari documenti UNESCO non si utilizza neanche una volta la parola pesticida o inquinamento? Quando? Se nelle Linee guida regionali e nei Regolamenti di Polizia Rurale comunali non è stato mai inserito il Processo di produzione biologica, ma c’è solo quello che utilizza pesticidi chimici di sintesi?”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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