LA MARCA IN CASSAINTEGRAZIONE
In un anno la Cis è aumentata del 55%. Confortin: "La crisi è grave e sarà lunga"
Treviso - Cassa integrazione, in un anno la straordinaria è cresciuta del 55.083%.
Lo rileva una ricerca commissionata della Uil, che dice che nella Marca esplode il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare le ore di cassa integrazione straordinaria, mentre complessivamente aumenta, ma in maniera minore, il ricorso a quella ordinaria.
Il segretario della Cisl, Antonio Confortin (nella foto), pensa che la crisi è grave e sarà lunga”. L’impennata nel numero di ore di Cigs si registra sia raffrontando gennaio 2009 e gennaio 2010, sia per quanto riguarda il differenziale tra dicembre 2009 e gennaio 2010.
In un mese, nella Marca, secondo questa ricerca, la cassa integrazione straordinaria è aumentata del 21,2%, passando da 1 milione e 88 mila 244 ore a 1.319.425; nel raffronto fra gennaio 2009 e gennaio 2010, invece, l’aumento è del + 55.083%, dalle 2.391 ore del primo mese del 2009 al 1.319.425 con cui si è chiuso gennaio 2010.
Per quanto riguarda la cassa integrazione ordinaria, nel raffronto fra dicembre 2009 e gennaio 2010 si registra una leggera flessione, pari al 4,9%; nel confronto fra gennaio 2010 e lo stesso periodo del 2009, il numero di ore aumenta invece del 124%, dalle 291.321 del gennaio 2009 alle 653.203 del gennaio 2010.
Complessivamente, le ore di cassa integrazione totali crescono dell’11% nel raffronto dicembre 2009-gennaio 2010, mentre la crescita è del 571,6% nel confronto tra gennaio 2009-gennaio 2010. Nello stesso periodo, il numero di lavoratori in cig (ordinaria + straordinaria) è passato dai 1.728 del gennaio 2009 agli 11.604 del gennaio 2010.
Numeri che, in rapporto al numero di abitanti, pongono Treviso come la provincia veneta con maggiori difficoltà occupazionali in questo inizio del nuovo anno.“Il termometro della crisi – commenta Confortin, – segna ancora febbre alta per il sistema Treviso. Il dato sulla cassa integrazione straordinaria indica che la crisi in corso sarà lunga, il rischio è che gli attuali strumenti di welfare si dimostrino insufficienti a dare le tutele più appropriate ai lavoratori, in una prospettiva che vedrà molte cigs trasformarsi, a breve, in procedure di licenziamento”.
Secondo il sindacalista “i timidi segnali di riposizionamento dei fatturati non bastano a certificare il recupero di un tessuto economico e sociale su cui, dopo la crisi finanziaria e la stretta del credito, ora si abbatte, con grande forza, la crisi del lavoro”.



19/07/2010
Cosa dicono i lettori
ma...quell'ometto basso e
ma...quell'ometto basso e sorridente che sta sempre in tivù aveva detto che non c'era crisi e che serviva ottimismo
forse era la pubblicità della trony=?
siamo messi bene....dov'è
siamo messi bene....dov'è finito il glorioso nordest?
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