14 dicembre 2019

Treviso

Cinquant'anni di A.C.R., la Chiesa a misura di ragazzo

L'Azione Cattolica trevigiana festeggia l'anniversario delle riforme di Bachelet

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Sinodo ACR a Roma

TREVISO - Il 1° novembre del 1969, con l’entrata in vigore dello Statuto rinnovato dell’Azione Cattolica Italiana che accoglieva le istanze del Concilio Vaticano II, nasceva l’Azione Cattolica dei Ragazzi (A.C.R.). Da quella data sono trascorsi cinquant’anni, cinquant’anni di strada percorsa da bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni assieme ai loro educatori e agli assistenti spirituali. «Proviamo a pensare al 1969, alle profonde trasformazioni che tutta la società stava vivendo, alle intuizioni che avevano portato il Papa Giovanni XXIII ad indire il Concilio e al conseguente ripensamento e riorganizzazione che l’AC avviò al suo interno nel tentativo di contribuire alle risposte ai grandi problemi della missione della Chiesa e dei cristiani nel mondo. Ricordiamo il documento che i Padri conciliari hanno dedicato ai laici (Apostolicam Actuositatem) nel quale si raccomanda a tutti fedeli il dovere dell’apostolato». A contestualizzare, quella scelta innovativa dell’Associazione che, con uno stile nuovo, a misura dei più piccoli, ha fatto la storia dell’impegno educativo nel panorama del cattolicesimo italiano, il Presidente diocesano Ornella Vanzella che spiega: «È in tale prospettiva che la Giunta Centrale dell’Azione Cattolica, guidata da Vittorio Bachelet, che diventerà poi Presidente Nazionale fino al 1973, scelse di dare vita al nuovo Statuto entrato in vigore il 1° novembre 1969 e a quella che forse è stata l’intuizione più profetica di quegli anni: costituire l’articolazione dell’Azione Cattolica dei Ragazzi per esprimere l’attenzione educativa di tutta l’associazione verso di loro».

 

Nella prima assemblea nazionale degli educatori del 1971 emersero le linee fondamentali per una prima proposta formativa-metodologica, che ancor oggi sostiene il “Progetto ACR”: la catechesi “esperienziale” (alla cui definizione molto contribuì anche il primo assistente del settore a Treviso, don Luigi Toffolo), la valenza educativa del gioco e l’apertura missionaria che, attraverso l’iniziativa annuale del mese della Pace ed altre proposte, aiuta i piccoli associati ad “aprirsi” alla vita della parrocchia e del territorio in cui vivono. Nella diocesi trevigiana, era il tempo della presidenza del sandonatese Leandro Rizzo, scomparso lo scorso anno: un’AC vivace alla quale aderivano oltre 49.800 laici in una rete di ben 231 associazioni parrocchiali. Responsabili dell’articolazione A.C.R., Carlottina Cavasin e un giovane Dino Boffo, ancor prima di intraprendere la carriera giornalistica. Cinquant’anni di assemblee, convegni, settimane estive di studio, weekend formativi nazionali e diocesani per sostenere gli educatori nell’aiutare i ragazzi ad incontrarsi, fare amicizia, crescere nella responsabilità e diventare partecipi in prima persona della vita della Chiesa e testimoni dell’Amore nel loro mondo e tra i loro coetanei. Cinquant’ anni di continue verifiche, rinnovamenti, dialoghi, sperimentazioni all’interno dell’associazione per cercare il modo più opportuno per aiutarsi da fratelli a testimoniare la bella notizia del Vangelo.

 

In occasione dell’anniversario, le associazioni parrocchiali di Azione Cattolica della Diocesi di Treviso, da questa settimana fino all’8 dicembre dedicheranno numerose iniziative alla riscoperta della loro storia di dedizione per la formazione cristiana dei più giovani. Una nutrita delegazione di questi ultimi è presente in questi giorni a Roma per prendere parte al Sinodo dei ragazzi ACR, nel quadro dei festeggiamenti nazionali (foto). Per Giulia Semenzin, responsabile diocesano A.C.R., «È una gioia poter festeggiare questa data importante in cui la Chiesa, anche grazie al contributo dell'A.C.R., riconosce la bellezza e la ricchezza che i ragazzi portano come testimoni di una fede che vivono a loro misura, protagonisti attivi della comunità, per ciò che sono ora e non (solo) in vista di chi saranno domani. Così questo compleanno diventa occasione per i ragazzi per far sentire la loro presenza e, per i più grandi, per riscoprire un dono prezioso, festeggiando insieme e con gratitudine per i passi compiuti e per quelli a venire».

 

Oggi la sola articolazione A.C.R. conta più di 120mila iscritti in tutta Italia, 2600 gli aderenti all’A.C.R. trevigiana (su circa 8.000 iscritti all’Associazione diocesana), ai quali si aggiungono altre decine di migliaia di giovani che condividono la proposta educativa dell’Associazione partecipando alle sue iniziative. Le attività, aperte a tutti, includono percorsi per fidanzati, esperienze di spiritualtà, serate culturali di approfondimento e riflessione come le “Settimane sociali” e le “Due Sere per Giovani”, campi estivi per ragazzi, giovani, adulti e famiglie: un ventaglio di proposte per tutte le età al servizio della comunità.

 

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