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24 novembre 2017

Treviso

Ciliegi da fiore, farnie, aceri: a Treviso nasce un nuovo bosco

Grazie a Procedo il 27 febbraio al Parco Uccio San Martino verrà inaugurato un nuovo impianto arboreo

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TREVISO - Un nuovo bosco a Treviso. Giovedì 27 di febbraio alle ore 13.00 al Parco Uccio di San Martino, a Santa Bona, verrà inaugurato un nuovo impianto arboreo di 30 alberi composto da ciliegi da fiore, farnie, aceri, ornielli e ontani: il “Bosco Procedo”.

 

Questo è il risultato di un progetto lanciato da Procedo, la piattaforma web che consente alle aziende lo scambio elettronico di documenti commerciali e amministrativi. Grazie al patrocinio del Comune di Treviso, il Bosco Procedo rappresenta un primo importante passo per premiare il risparmio di carta di tutte quelle aziende che con hanno scelto la digitalizzazione dei documenti commerciali in formato elettronico. «Sono tempi in cui cresce la sensibilità sui temi ambientali e sulla sostenibilità» dice Massimo Bolchini, Standard Development Director di GS1 Italy | Indicod-Ecr. «Lo scambio di documenti in formato elettronico, consente di ridurre considerevolmente lo spreco di carta e la necessità di abbattere alberi. Procedo ha pensato di fare qualcosa di più dando vita all'iniziativa del Bosco Procedo per contribuire anche alla piantagione e allo sviluppo di nuovi alberi. Per questo ci piace dire che con l'EDI (eletronic data interchange) salvi un albero e con Procedo ne salvi due».

 

Il Bosco Procedo aiuterà a percepire il cambiamento delle stagioni attraverso la natura. L’insieme di queste diverse specie arboree, infatti, garantisce una buona differenziazione in ogni stagione: colore, trama delle foglie, forma delle chiome, grana della corteccia, frutti e fiori. Gli alberi rappresentano un beneficio anche per la socialità: contribuiscono a rendere più bella e accogliente la città, migliorano in modo concreto l’ambiente. La progettazione del bosco, è stata affidata allo studio di riqualificazione urbana street che ha scelto delle specie arboree specifiche per l’ambiente urbano e alle caratteristiche del sito: farnie e ontani che prediligono suoli umidi e resistono al ristagno idrico, associate a aceri, ornielli e ciliegi da fiore che garantiscono ombra durante l’estate e permettono ai raggi del sole il passaggio invernale. Sono tutte specie che tollerano molto bene le difficili condizioni cittadine e chiamate proprio per questo rustiche.

 

Interessanti, infine, i dati sul contributo prodotto nella riduzione di Co2 nell’’aria delle varie specie: l’acero campestre, ad esempio consente di immagazzinare in 50 anni 3.500 chili di Co2 pari a 4 volte il viaggio in aereo a/r Milano-Parigi; la farnia, la quercia più diffusa in Europa, assorbe nello stesso periodo di tempo 5.500 kg di Co2, l’’equivalente di 8 volte il percorso in auto a/r Napoli-Berlino; mentre l’’ontano ripulisce ‘l’aria da circa 5 tonnellate di anidride carbonica, pari a 8 volte la tratta aerea a/r Venezia-Londra. 

 

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