13 dicembre 2019

Chi non è su Facebook. Non esiste. Ve lo ricordate?

Categoria: Persone - Tags: Chi non è su facebook non esise, Social Network, commenti, virale, OggiTreviso

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Paolo Pandin | commenti | (6)

 

Ve lo ricordate questo articolo? Quasi sicuramente si, visto che l’avete condiviso decine di volte, avete scritto centinaia di commenti, e cliccato a migliaia quel tastino magico di Facebook, “mi piace”.
Sono certo che vi ricordiate di questo articolo, perché anche chi lo ha attaccato quasi solo per il gusto di farlo, lo ha condiviso, e dopo averlo condiviso sulla propria bacheca, lo ha commentato, e magari riletto più volte. Una cosa è certa, gli utenti, hanno concentrato molta più attenzione su questo articolo che ad esempio su questo “Fanno esplodere il bancomat e scappano” (pubblicato il giorno prima), oppure su “Cosa bolle nella discarica? L’amministrazione cerca di tranquillizzare i vittoriesi” (articolo uscito lo stesso giorno dell’ intervista), o ancora su questo “Electrolux, Zaia: Nessun tavolo? Si sapeva” (pubblicato il giorno dopo).
Ma snoccioliamo qualche cifra. L’articolo in questione “Chi non è su Facebook? Non esiste” ha ottenuto molto più di cento commenti, più di 8.500 “Mi Piace” e 63.000 letture. Ad essere sinceri credo che nessuno se lo potesse aspettare (o almeno io non me lo sarei mai aspettato).

Molti di voi si sono anche chiesti, perché sia stato riportata questo breve incontro tra Stefania De Bastiani e il ragazzo. Questa è la risposta che mi ha dato l’ intervistatrice: “Mi è saltato all'occhio il profilo di Matteo, che appena pubblicava una foto, o una banale parola era sommerso da centinaia di commenti, da migliaia di "mi piace". Mi sono chiesta: "Perché?". E l'ho chiesto a lui. Gliel'ho domandato perché mi incuriosiva la cosa. E dato che interessava a me, ho pensato che interessasse anche agli altri. E non mi sbagliavo! Anzi: ha interessato i lettori molto di più di quello che potevo immaginare (e parlano i dati-accessi).”
Altri invece (come il sottoscritto) si sono posti un' altra domanda: perché gli utenti si sono concentrati così tanto su questa intervista? (criticandola e attaccandola anche brutalmente). Questa la risposta di Stefania alla quale ho riportato il quesito: “Sinceramente non lo so: se io su un giornale trovo un articolo che non mi interessa, o che considero stupido, fuorviante, poco professionale non lo leggo e basta. Mentre commentarlo, anche negativamente, è una prova che, quell'articolo, interessa eccome. Interessa più dei 600 operai Electrolux che rischiano il posto, più delle 590 imprese fallite nell'ultimo anno, più della disoccupazione da livelli record, più dell'emergenza profughi, eccetera eccetera (parlano sempre i dati-accessi). Il motivo? Non lo so. Ma una cosa è certa: l'articolo, grazie alle critiche (per niente costruttive, e spesso ridicole), è stato un successo.”
Così, dopo aver posto queste due domande all’ autrice (ah si, dimenticavo di dirvi che questo breve scambio di idee, lo abbiamo avuto tramite facebook), ho scritto anche a Matteo, l’intervistato, con cui ho preso un caffè e scambiato quattro chiacchiere. Sicuramente non concordo con il suo modo di utilizzare Facebook, però vi assicuro che non è un alieno, e neppure una delle persone che sta “mandando l’ Italia a rotoli” (tanto per citare uno spiccato e profondo commento all’articolo). E’ un ragazzo, come tanti (tantissimi) che utilizza il social network. Anche a lui ho chiesto il perché dell’ effetto virale dell’ articolo, ma neppure lui mi ha saputo rispondere. Durante l’incontro con Matteo, gli ho domandato anche altro, vi riporto un breve passaggio.
“Secondo te, serviva parlare del mondo dei Social Network?”
“Magari tanti adulti, o anche giovani, non sanno cosa c’è su Facebook, non sono al corrente di come girano le cose.” (…)
“Secondo te Facebook, ci sta cambiando in positivo o in negativo?”
“Sia in positivo che negativo (…) negativo perché i ragazzini giovani, si iscrivono a 13 anni ed entrano in contatto con gente più grande. Magari le ragazze caricano foto mezze nude, mentre io a quell’ età guardavo i cartoni.”

Ritornando alla domanda che mi sono posto “perché così tanta visibilità a questo articolo” questa è la mia risposta. Quando si parla del web, il web risponde, come quando qualcuno parla di noi. Perché il web siamo noi. All’ interno di un Social Network, questo ragionamento è moltiplicato all’ ennesima potenza, perché Facebook, è lo strumento più identificativo e personale che esiste nel mondo di internet.

Però ci sono tre aspetti della vicenda che sono a mio parere interessanti tra loro: uno buffo, uno demoralizzante e uno curioso.
L’ aspetto buffo, è che gli utenti nei commenti spesso scrivevano che l’ articolo non doveva essere pubblicato, era inutile (e una serie di epiteti che evito di ripetere), senza accorgersi che più scrivevano al riguardo, più davano visibilità all’ intervista. Questo è la dimostrazione di come gli utenti, non si rendano spesso conto del potere che hanno in mano, e cioè quello di rendere una notizia rilevante o meno.
Collegato a questo primo aspetto, c’è il lato demoralizzante. L’utente non rendendosi conto del potere che ha tra le mani, palesa il suo maggior interesse verso un articolo che parla di Facebook, rispetto a (cito Stefania De Bastiani) “600 operai Electrolux che rischiano il posto, più di 590 imprese fallite nell'ultimo anno, più della disoccupazione da livelli record, più dell'emergenza profughi, eccetera eccetera.”
In coda, l’aspetto curioso, è il fatto che con questa grande attenzione all’articolo, si è manifestata la necessità di parlare di Social Network e rapporti tra le persone che cambiano e si evolvono, in un Paese con la connessione ad internet tra le più lente in Europa, una generazione (quella dei genitori) che non conosce molti dei canali presenti sul web, dei figli che non hanno (abbiamo) una cultura digitale, e che dovrebbe (l’ Italia) confrontarsi con altre Società che hanno già iniziato ad affrontare le tematiche riguardanti il mondo dei Social Network da molto tempo e stanno già mettendo in campo nuove idee e progetti per sfruttare questi strumenti in maniera più costruttiva.

 

 

Articolo Blog "Chi Non è Su Facebook? Non Esiste. Risposta ai Commenti su OggiTreviso." | Paolo



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Bravo Paolo: le riflessioni ci stavano...;)

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nn pensi di aver abusato sufficentemente della pazienza dei tuoi lettori? ... il mio commento nn e' su fb quindi nn t aumento le statistike ;)

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Caro Stefanoaa (è sempre bello parlare con gli anonimi), non credi di non sapere chi ha scritto il primo articolo e di chi ha scrito questo? E non credi, di non aver nemmeno minimamente tentato di sforzarti a vedere chi avesse scritto questo articolo prima di commentare, e notare che i miei post precedenti hanno titoli che poco o nulla hanno a che fare con facebook (Le Cattive Strade | De Andrè Raccontato Da Andrea Scanzi & Giulio Casale; Don Luigi Ciotti "Le Mafie hanno le radici al sud, ma al nord e in Europa raccolgono i frutti."; LabInn 2.0: Il Bicchiere Mezzo Pieno; Ex Electrolux Scandicci: Un Fallimento Lungo Cinque Anni, ecc ecc) ?
E quindi, non credi che non abbia mai abusato della pazienza di nessuno?

Ciao stefanoaa!

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La mia analisi invece è che la storia triste di questo 20enne colpisce più della crisi Electrolux forse perchè i lettori prediligono argomenti più leggeri rispetto a quelli che parlano di crisi ecomomiche e politiche.

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Qualunque cosa mettiate su facebook non è più vostra! e facebook ha il DIRITTO di farne ciò che vuole, dove vuole, quando vuole.
Mi fanno ridere poi chi pubblica le foto e ci mette il proprio logo per i diritti d'autore (eh si... ho amici che ci credono).
facebook è da disprezzare, poi ci lamentiamo se ci guardiamo intorno e vediamo sempre più giovani "rincoglioniti" da iphone, web e quant'altro è di loro aiuto per uscire dalla realtà.

Parlate di cultura digitale con tanta (troppa) superficialità... mi fa rabbrividire...

Probabilmente sono io che sono fuori dal mondo... e da come vanno le cosa non so se è fortuna o sfortuna...

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