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CENTRALE NUCLEARE IN VENETO? SOLO RISCHI

Luca Sartorato di Idea dice: “Ne possiamo fare a meno privilegiando le energie rinnovabili”
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Treviso - “I Trevigiani ed i Veneti sono disposti per un presunto minor costo dell'energia nucleare pagare con la propria salute? Se lo chiede Luca Sartorato, capolista a Treviso del movimento Idea per le regionali che sostiene al candidatura di Giuseppe Bortolussi. “In Francia - spiega Sartorato - dove sono attive le centrali di terza generazione come quelle che vorrebbero installare in Italia - una in Veneto (tra Chioggia e Venezia) - la malattia leucemica ha un trend di aumento del 120 per cento entro i 5 chilometri di distanza da una centrale.

Inoltre gli effetti dei fumi radioattivi, Iodio 131, sono riscontrabili ad esempio nel latte ad una distanza di 50 chilometri e nel raggio di 200 km, senza considerare l'incidenza superiore del 60% dei casi di tumore alla tiroide. La Francia rispetto alla media europea ha una incidenza doppia di tumori. Sono dati scientifici, forniti dal prof. Angelo Gino Levis dell’Università di Padova”.

Treviso, dal sito dove dovrebbe sorgere la centrale veneta, dista in linea d'aria meno di 50 km. L’esponente della lista che appoggia il Centrosinistra sottolinea il perché non ci sia bisogno del nucleare ed elenca alcuni esempi virtuosi di città europee che hanno investito nell’energia rinnovabile Ci sono però esperienze in Europa da cui possiamo imparare: Amburgo, la città più verde d’Europa, ha abbattuto del 20% l’anidride carbonica e il 40% delle case amburghesi non si riscalda più con il gasolio.

Ad Amburgo ci sono le pale eoliche più grandi del mondo, ciascuna delle quali produce 5 megaWatt all’anno, per dare luce a 3.000 famiglie. Friburgo, sempre in Germania, invece è la città col maggior numero di pannelli solari d’Europa. Tutta energia pulita e senza scorie nocive, perché deriva da risorse naturali, come il vento, il sole, la geotermia e le biomasse rinnovabili.

“Le soluzioni per trovare energia senza inquinare e senza ricorrere alle centrali nucleari pericolose e inquinanti, ci sono – sottolinea Sartorato - : basta avere la voglia di usarle e, soprattutto, basta avere il coraggio di dire no alle lobby di potere che sono disposte a tutto pur di mantenere i loro profitti. Un’alternativa che proponiamo sarebbe riconvertire all’eco - sostenibile le grandi società energetiche italiane”.

Autore: laurat
Data di pubblicazione: 15-03-2010
Data ultima modifica: 16-03-2010

Cosa dicono i lettori

Anonymous // 15/03/2010 17:03
Niente nucleare, ok. Ma

Niente nucleare, ok. Ma invece la centrale in conversione a carbone a porte tolle quella va bene?
L'idea di smantellare le termoelettriche a gas e carbone per farle sostituire dal nucleare per la copertura del consumo di base è un concetto difficile da capire?
Volete invece continuare ad avere in atmosfera le tonnellate di co2 e altre sostanze tossiche (e una parte pure radioattiva fra l'altro) che le centrali di oggi producono?
E' gradito un link dove si vedono gli studi fatti dal prof. Angelo Gino Levis, altrimenti sono le solite chiacchere da bar. Che poi non vada a finire che il problema sono gli elettrodotti e non il nucleare in se...

Perché il nucleare è necessario, per chi ha voglia di leggere e di ragionare un pelo, cioè pochi...:

http://www.rinnovabili.it/nucleare-si-nucleare-no

http://www.progettoenergia.org/fen11.html

http://energy-mix.blogspot.com/2009/12/nucleare-domanda-elettrica-di-bas...

La sintesi e unica possibile è:
+ NUCLEARE + RINNOVABILI - FOSSILI

Fatevene una ragione, si deve inquinare di meno e servirà sempre più energia elettrica vista anche la futura progressiva elettrificazione dei trasporti (sempre per via dell'inquinamento e per lo sgancio dal caro petrolio), e la climatizzazione estate/inverno degli edifici, anche dopo aver fatto tutto il possibile per quanto riguarda il risparmio energetico (considerate che non tutti possono permetterselo, mi riferisco alla ristrutturazione degli edifici già esistenti per migliorare la loro classe energetica).

Vogliamo fare tutto con le rinnovabili (includendo anche l'idroelettrico e il geotermico, altrimenti con il solo solare stai fresco...)? Ok, fattibilissimo, basta ridurre almeno di 2/3 la popolazione italiana oppure ritornare a vivere con uno stile di vita di 100 anni fa. No problem, chi lo vuole fare? I famosi ambientalisti/ecologisti del menga?

Sigurt // 16/03/2010 09:03
Concordo appieno sulla

Concordo appieno sulla necessità del nucleoelettrico. Con qualche osservazione invece sulle alternative, a cominciare dall'eolico. Ci sono organizzazioni nazionali e sovranazionali contrarissime allo stesso per svariate e motivate ragioni: invito a visitare il sito (ne cito solo uno)
http://www.epaw.org/
e da lì cominciare a valutare "con la propria testa" cosa rappresentino in verità le pale eoliche.
E anche chi sostiene tanto l'idroelettrico: ma ha mai pensato alla distruzione degli enormi ecosistemi (e non solo) che la creazione di un bacino produce?
Se, come dice la canzone, "chisto è o' paese d'o sole", avanti invece alla grande con il fotovoltaico, cercando però di limitarne il forte impatto paesaggistico.

Urubu // 16/03/2010 14:03
Concordo che ci possa essere

Concordo che ci possa essere ancora bisogno del nucleare al giorno d'oggi. Però. Però siamo in Italia. Ci sono voluti 20 anni per fare il passante di Mestre, ed era solo una strada, figuriamoci una centreale nucleare. Inoltre la possibilità che i costi per cotruirla aumentino per il solito problema italiano dei vari fallimenti di società e magna magna sia altissima. Quindi credo che per avere una centrale nucleare funzionante ci vorrano minimo 15 anni, e il doppio dei soldi attualmente stimati. Mi domando: nello stesso tempo e con i soldi investiti, non riusciamo a pagare cervelloni (e ne abbiamo) per sviluppare altri tipi di energie? Il nucleare oltre che pericoloso lo vedo come una fonte di guadagno per la solita casta di impreditori massoni che attualmente governano l'Italia. Zaia che dice della centrale nucleare? Lo sa che SICURAMENTE si farà una centrale in Polesine?

Anonymous // 17/03/2010 13:03
Non c'è nessun margine

Non c'è nessun margine temporale per fare ricerca & sviluppo e rendere commerciabile (cioè conveniente per chi ci investe) altre forme di energia per riuscirne a produrne quanto basta per soddisfare il carico di base in sostituzione delle centrali fossili o quelle nucleari.
Ed è questo il punto cruciale che si obbietta a tutti gli ecologisti/ambientalisti del menga che non sanno nulla del bilancio energetico nazionale e di come deve evolvere se vogliamo che l'italia non diventi in futuro al più un immenso villaggio vacanza (per gli stranieri) e basta, nazione nella quale di sicuro non potrebbero campare almeno 60 milioni di persone.
Chi non crede nella "formuletta" + NUCLEARE + RINNOVABILI - FOSSILI è semplicemente un non informato.
Porca di quella miseria, il nucleare ha i suoi rischi, ma sono molto bassi e soprattutto alla fin fine uccide molto ma molto meno di tutte le altre fonti. Andatevi a documentare sui morti derivanti dalle centrali fossili ma anche sulle rinnovabili (avete presente l'idroelettrico e avete presente il vajont, no, perché a chi piace citare cherbobyl, allora è giusto anche tirare fuori il vajont, ecco...).
L'italia deve investire nel nucleare oggi per poter essere già in pista quando le centrali di IV generazione che bruciano le stesse scorie prodotte oggi diventeranno una realtà, il know-how necessario deve essere migliorato a partire da oggi, e non è vero che l'italia non ha nessuna esperienza in fatto di nucleare visto che esistono società italiane che comunque hanno continuato ad operare all'estero (per esempio la ansaldo) e sono operative anche oggi.

I dirscorsi sulle smargrid per l'interconnessione di tante centrali a rinnovabili, non sono certo delle fesserie ma i tempi e i costi non sono compatibili con quello che deve essere pianificato già da oggi con risultati certi, e una centrale nucleare quando è fatta, è fatta, e produce senza margini di incertezza uno strafottio di energia elettrica a costi bassi (cosa che non è stato lasciato fare ai tempi del referendum sul nucleare, che ha determinato il fatto di aver veramente buttato nel cesso miliardi e miliardi di vecchie lire anche per impianti perfettamente funzionanti, e tutto sull'onda della tragedia di chernobyl, che pur essendo stata una tragedia, per chi si è informato, ha avuto dinamiche e motivi che non hanno NULLA ma proprio NULLA a che vedere con il nucleare civile di oggi).

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