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27 luglio 2017

Montebelluna

Cementificio Pederobba, arriva la risposta dell’Europa

Consegnate quasi settemila firme raccolte da “Aria che Voglio” consegnate a Marcon

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PEDEROBBA - È arrivata la risposta della Commissione europea all’interrogazione parlamentare che il Movimento 5 Stelle ha inviato lo scorso aprile per far luce sulla questione del cementificio di Pederobba.

Gli eurodeputati David Borrelli e Piernicola Pedicini hanno chiesto “come si intende proteggere i cittadini da una pratica che – a loro dire - aumenta le emissioni di pericolosi inquinanti e mette in pericolo la salute dei cittadini”. 

In effetti, il cementificio del Gruppo Cementi Rossi di Pederobba aveva chiesto di estendere la propria autorizzazione all'incenerimento: non più solo pneumatici esausti, ma anche plastiche da rifiuto (quali vasetti di yogurt, vaschette di plastica, penne a sfera, posate in plastica, piatti in plastica e bicchieri in plastica), il cui incenerimento “rilascerebbe nell’atmosfera sostanze altamente inquinanti e dannose per la salute dei cittadini (diossine, composti organici clorurati e metalli pesanti)”, affermano gli eurodeputati.

 

La Commissione europea – sempre secondo quanto riferiscono i due eurodeputati grillini - ha fornito una serie di informazioni riferite alle procedure e alle normative che vanno applicate nei casi segnalati dagli europarlamentari del M5S.

 

“L'accertamento di situazioni specifiche d'inadempienza - ha scritto la Commissione nella risposta, sempre secondo quanto riporta una nota dei due europarlamentari - è in primo luogo competenza degli organi amministrativi e/o giudiziari nazionali incaricati dell'attuazione delle direttive europee.

La direttiva 2010/75/Ue relativa alle emissioni industriali - ha aggiunto la Commissione - stabilisce requisiti minimi per il coincenerimento di rifiuti nei forni per cemento e dispone che gli impianti siano utilizzati secondo le condizioni di autorizzazione sulla base delle migliori tecniche disponibili per inquinare il meno possibile.

L'Articolo 24 della direttiva sulle emissioni industriali - ha concluso la Commissione - prevede la partecipazione dei cittadini in caso di domanda di autorizzazione ad apportare modifiche sostanziali a un impianto o quando l'operatore intende derogare alle condizioni di autorizzazione sulla base delle migliori tecniche disponibili”. 

 

Intanto, fanno sapere, nei giorni scorsi il comitato “Aria Che Voglio” ha consegnato le 6665 firme raccolte dalla petizione “Prima la salute, poi il cemento, poi la plastica” al presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon.

 

 

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