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14 dicembre 2017

Conegliano

Caos alle medie di Santa Lucia, classi da 30 studenti. Il sindaco non ci sta

Szumski scrive al dirigente Miur: "Forse dovevo prenderla per il bavero fin dall'inizio?"

Roberto Silvestrin | commenti |

SANTA LUCIA DI PIAVE - Classi troppo numerose, e il sindaco non ci vede più per la rabbia. A Santa Lucia può succedere anche questo: che un sindaco chieda un potenziamento dell’organico delle proprie scuole medie, e che invece veda la costituzione di classi da 28-29 alunni nonostante le proprie richieste al Miur.

 

Il primo cittadino Riccardo Szumski ha allora deciso di scrivere direttamente al dirigente dell’ufficio di Treviso, non risparmiando toni aspri. Tutto questo dopo essere stato “rimbalzato” più volte dal centralino ed essersi scontrato con l’impossibilità di parlare con qualche responsabile al telefono. “Carissima dottoressa Sardella, ho inutilmente tentato oggi a più riprese di avere, da sindaco,un colloquio telefonico con lei, ma con rinvii da un quarto d'ora all' altro lei o la sua struttura mi hanno rifiutato.

 

Le volevo esprimere tutta la mia indignazione per il trattamento riservato alla scuola media del mio comune nella assegnazione dell'organico”. Szumski ha reso noto di aver incontrato il dirigente nel giugno scorso, chiedendo un bilancio più equo tra insegnanti e alunni. Niente da fare, nonostante il primo cittadino abbia sollecitato anche rappresentanti del Parlamento: le medie di Santa Lucia avranno tre prime a tempo pieno rispettivamente con 28 (2) e 29 alunni.

 

Le due classi del prolungato invece saranno formate da 18 e 19 studenti. “Vedo con stupore e tanta rabbia che la scelta iniziale è confermata – scrive Szumski - Inaccettabile, anche perché penso che altre realtà siano state trattate meglio. Forse dovevo prenderla per il bavero sin dall' inizio? Ah, dimentico che anche lei rappresenta questo Stato che fa la guerra ai cittadini ed alle loro realtà locali”.

 

E pensare che il comune ha appena speso migliaia di euro per ampliare e migliorare il plesso della scuola media, e versa altre decine di migliaia di euro per fornire supporti tecnologici e didattici, assicurando l’indirizzo musicale, le specializzazioni linguistiche e il doposcuola. Ora la situazione, sostiene il sindaco, rischia di diventare ingestibile.

 

“Grido fortemente la mia rabbia – conclude un furioso Szumski – e la invito a trovare quel personale, richiedendolo ai burocrati romani, che permetta ai miei piccoli concittadini quel diritto allo studio decoroso che la Costituzione stabilisce”.

 



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Roberto Silvestrin

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