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21 novembre 2014

CANSIGLIO COME GROUND ZERO

L’ex caserma Bianchin finisce in frantumi. E in Cansiglio si parla di un “frantoio mobile” per i calcinacci

VITTORIO VENETO  –  Ground zero in Cansiglio. L’ex caserma Bianchin, dismessa 32 anni fa, sta per essere ridotta in briciole. O meglio: in frantumi. A fare piazza pulita dell’ex base missilistica (emblema locale della cosiddetta Guerra Fredda) è Veneto Agricoltura che in comunicato diffuso in queste ore sottolinea che “dopo la bonifica dell’amianto e l’asportazione di venti serbatoi pesanti di nafta è stata avviata la demolizione dei fabbricati (“solo un hangar verrà conservato, a futura memoria”).”

L’ente regionale aggiunge che “i calcinacci, dopo averne vagliata tipologia e composizione chimica, saranno frantumati “in loco” (e non trasportati in discarica) tramite un “frantoio” mobile. Il materiale derivante dalla frantumazione verrà riutilizzato per la realizzazione del sottofondo di un piazzale da adibire a parcheggio”. Le informazioni istituzionali, per il momento, si fermano qui. Per ora Veneto Agricoltura non dice se “il processo di riqualificazione dell’ex base militare a servizio del turismo (che era ventilato per la fine del 2010)” sarà quello auspicato. O se l’ex base diventerà una spianata-parcheggio.

Prima di avviare i lavori di smantellamento e risanamento della base, Veneto Agricoltura aveva promesso che l’area cementata e armata (la base aveva svolto una funzione di difesa terra aria da ipotetici attacchi da est ed era dotata di missili americani Nike Ercules, che potevano montare testate nucleari) sarebbe diventata una “risorsa a servizio della comunità e del turismo” con edifici destinati ad attività ludiche e di educazione naturalistica.

L’ex caserma Bianchin, dopo trattative con il Ministero della difesa, appartiene di fatto a Veneto Agricoltura. Chi ha passeggiato in Cansiglio nei mesi scorsi ha potuto notare i mezzi pesanti al lavoro in un’area che resta circoscritta dal filo spinato.

Filo spinato che - come si legge nel volume "Cansiglio:lichtung e faghere. 2011" dellimita spazio e storia di una zona che "per quasi un ventennio (1964-1979) è stata una base di lancio missilistica operativa al centro della più grande e più bella radura della Foresta del Cansiglio.

"La base - si legge nel testo citato - faceva parte del 59° gruppo IT del 16° stormo IT della 1^brigata aerea dell'Aereonautica Militare italiana. Questo Gruppo ha operato come gruppo Nike, cioè come gruppo con funzioni di lancio di missili SAM ( superficie-aria). I missili Nike potevano essere attrezzati sia con testate convenzionali che con testate nucleari. In questo caso le testate venivano custodite nelle aree di lancio. Esso era organizzato con una caserma a Vittorio Veneto, una area di lancio in Pian Cansiglio (che è quella di cui stiamo parlando) e un'area di Controllo sul Monte Pizzoc (m.1570). I lavori per la realizzazione delle infrastrutture logistiche sulle tre aree della base (Logistica, Controllo ,Lancio) iniziarono nel 1962. L'unità venne tolta dalla linea operativa il 31 luglio 1977, mentre la Base di Vittorio Veneto venne chiusa il 31 agosto 1979. (Fonte: Il 16° Stormo. Numero Unico. Padova 1995). La base radar del Pizzoc è stata demolita e bonificata nel 1997 contrariamente al parere della Amministrazione Comunale di Fregona dell'epoca che ne chiedeva, con un mantra nefasto ancora oggi in voga, l'immancabile “valorizzazione e recupero”.

Il risanamento dell’ex caserma è costato finora ai contribuenti 661 mila euro.

Emanuela Da Ros

 

 


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