21 ottobre 2019

Vittorio Veneto

Cambio della guardia (con mistero) al 1° FOD

Quasi in segreto il Gen. Borrini lascia il comando al Gen. Stano

Carlo De Bastiani | commenti | (6) |

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A poco più di sei mesi dal suo insediamento, il 18 gennaio di quest’anno, il Gen. Giovan Battista Borrini abbandona Vittorio Veneto e la guida del 1° FOD per un non meglio precisato “prestigioso incarico presso la capitale”, lasciando la poltrona al Gen. Bruno Stano.

Cinquantotto anni, nato a Manduria, in provincia di Taranto, il Gen. Stano è tristemente noto perché la strage di Nassiriya avvenne quando la base era sotto il suo comando. Per questa vicenda, dopo l’assoluzione del Generale in sede penale, pende ancora un procedimento civile per il risarcimento dei danni ai parenti delle vittime.

Ma ciò che lascia perplessi sono certamente le modalità di avvicendamento nell’incarico, che gettano una luce fosca sull’intera vicenda.

Che senso ha cambiare, nel pieno della calura agostana, quando tutte le attività sono ridotte all’osso, la guida di un Comando che tra meno di due mesi, salvo decisioni diverse dell’ultimo minuto, dovrà esser smembrato in due, smantellato e trasferito a Firenze e Padova? Dove andrà il Gen. Stano il 1° ottobre? E con quali (pingui) indennità di trasferta?

E perchè l’avvicendamento, per la prima volta nella storia del Comando, avviene in sordina? Il cambio avverrà domani, nel corso di una cerimonia interna che si svolgerà presso la sede del Comando vittoriese, non solo senza la tradizionale pompa magna (inopportuna certamente in tempi di spending review) peraltro già di molto mitigata negli ultimi anni, ma addirittura alla presenza di pochissime autorità civili e senza la stampa, fino a poco tempo fa blandita e molto ricercata perché partecipasse a eventi di questo genere e ne desse ampio risalto. “I panni sporchi si lavano in casa”, recita un detto popolare. Che sia questo il caso? Paura di confrontarsi con l’opinione pubblica e le autorità civili, tutte schierate (chi più, chi meno, a onor del vero) contro il trasferimento del 1° FOD? Timore di domande imbarazzanti da parte della stampa, alle quali evidentemente non si è in grado di rispondere?

Dopo mesi di polemiche e prese di posizione contro i costi spropositati del trasferimento a Firenze e Padova (numeri mai smentiti nè dall’Esercito nè dal Ministero della Difesa) sarebbe stata una buona occasione, questa, per chiarire i benefici economici dell’operazione. Le modalità scelte per il cambio al vertice del 1° FOD confermano, una volta di più, le voci trapelate negli ultimi mesi, il sospetto che la chiusura del 1° FOD sia solo il capriccio del potente di turno (una volta tanto non un politico) e che i numeri relativi ai costi evidenziati nelle ultime settimane siano corretti e incontestabili.

 



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Carlo De Bastiani

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