16 luglio 2019

Vittorio Veneto

Cambio della guardia (con mistero) al 1° FOD

Quasi in segreto il Gen. Borrini lascia il comando al Gen. Stano

Carlo De Bastiani | commenti | (6) |

A poco più di sei mesi dal suo insediamento, il 18 gennaio di quest’anno, il Gen. Giovan Battista Borrini abbandona Vittorio Veneto e la guida del 1° FOD per un non meglio precisato “prestigioso incarico presso la capitale”, lasciando la poltrona al Gen. Bruno Stano.

Cinquantotto anni, nato a Manduria, in provincia di Taranto, il Gen. Stano è tristemente noto perché la strage di Nassiriya avvenne quando la base era sotto il suo comando. Per questa vicenda, dopo l’assoluzione del Generale in sede penale, pende ancora un procedimento civile per il risarcimento dei danni ai parenti delle vittime.

Ma ciò che lascia perplessi sono certamente le modalità di avvicendamento nell’incarico, che gettano una luce fosca sull’intera vicenda.

Che senso ha cambiare, nel pieno della calura agostana, quando tutte le attività sono ridotte all’osso, la guida di un Comando che tra meno di due mesi, salvo decisioni diverse dell’ultimo minuto, dovrà esser smembrato in due, smantellato e trasferito a Firenze e Padova? Dove andrà il Gen. Stano il 1° ottobre? E con quali (pingui) indennità di trasferta?

E perchè l’avvicendamento, per la prima volta nella storia del Comando, avviene in sordina? Il cambio avverrà domani, nel corso di una cerimonia interna che si svolgerà presso la sede del Comando vittoriese, non solo senza la tradizionale pompa magna (inopportuna certamente in tempi di spending review) peraltro già di molto mitigata negli ultimi anni, ma addirittura alla presenza di pochissime autorità civili e senza la stampa, fino a poco tempo fa blandita e molto ricercata perché partecipasse a eventi di questo genere e ne desse ampio risalto. “I panni sporchi si lavano in casa”, recita un detto popolare. Che sia questo il caso? Paura di confrontarsi con l’opinione pubblica e le autorità civili, tutte schierate (chi più, chi meno, a onor del vero) contro il trasferimento del 1° FOD? Timore di domande imbarazzanti da parte della stampa, alle quali evidentemente non si è in grado di rispondere?

Dopo mesi di polemiche e prese di posizione contro i costi spropositati del trasferimento a Firenze e Padova (numeri mai smentiti nè dall’Esercito nè dal Ministero della Difesa) sarebbe stata una buona occasione, questa, per chiarire i benefici economici dell’operazione. Le modalità scelte per il cambio al vertice del 1° FOD confermano, una volta di più, le voci trapelate negli ultimi mesi, il sospetto che la chiusura del 1° FOD sia solo il capriccio del potente di turno (una volta tanto non un politico) e che i numeri relativi ai costi evidenziati nelle ultime settimane siano corretti e incontestabili.

 



foto dell'autore

Carlo De Bastiani

Leggi altre notizie di Vittorio Veneto

Commenta questo articolo


Secondo me ormai l'attività principale dentro al comando è scommettere sulla durata del comandante: arriverà a settembre questo o lo cambiano prima?

segnala commento inopportuno

Forse la stampa non è stata invitata, ma la mia è una pura supposizione, perché negli ultimi mesi la stampa e certi ambienti politici hanno dato fiato a malevole e faziose campagne di strumentalizzazione sul riordino dei Comandi Militari stabilito dal Governo.

segnala commento inopportuno

Cosa vi avevo detto?
Come previsto è uscita un'altra "bella" notizia sul comando.
Speriamo di aver raschiato il fondo.
Quanto al Sig. Bastanzetti, sappia che il riordino dello strumento militare è ancora in discussione in Parlamento, dove sono state depositate alcune settimane fa dal Governo le bozze dei decreti attuativi.
Sarà un caso, ma il 2° FOD viene riorganizzato con questi decreti attuativi.
Il 1° FOD no.
Altro che campagna malevole e faziosa, in questi mesi han detto sacrosante verità. Bastanzetti, chi parla assaje, arraggiona sempe poco!

segnala commento inopportuno

Anziché insultare cerchi di "arragiuonare un poco", Esimio Terùn. Se sulla questione c'è un deficit di trasparenza ed informazione la colpa NON è dei militari che non hanno il compito di chiosare ciò che decide il governo Nè di riempire le pagine dei giornali. La colpa è dell' esecutivo, dei parlamentari che lo appoggiano e pure di quelli dell'opposizione che, evidentemente, di venire a Vittorio a rivelare le fantomatiche "sacrosante verità" non hanno proprio alcuna voglia. Allora: 1) o non c'è alcuna scandalosa verità da divulgare o 2) quelli della casta ritengono che i cittadini di Vittorio contino uno zero assoluto.

segnala commento inopportuno

Ma, insomma, 'sti militari re-Stano o non re-Stano?

segnala commento inopportuno

Il vero problema italiano è la faziosità e l'ignoranza con cui si affrontano le questioni militari, a tutti i livelli. Chi scrive di cose militari dovrebbe scomodarsi per cercare tutte le informazioni necessarie e tutto sarebbe facilmente disponibile, sempre se i contenuti non siano di natura riservata. Il vero problema italiano risiede nel fatto che chi dovrebbe spiegare non è veramente interessato a questo. Ciò che invece stimola di più, in rete o sulla carta stampata, sono i reiterati e inutili slogan che, oltreché fuori moda, non hanno più alcun senso.
Esperti di settore esistono e molti anche a Vittorio, essi potrebbero rispondere in maniera esauriente, ma è più semplice ridurre tutto a lamentele se i militari se ne vanno, solo e soltanto perché ciò rappresenta una perdita economica per la città. Come può sperare Vittorio di essere città auspicabile politicamente e militarmente per le forze armate italiane, quando per anni si è trascurato il loro ruolo e utilità da parte di tutti? Gli stessi dovrebbero riflettere infatti che la perdita, prima che economica, è strategica e che Vittorio non può di certo competere con Firenze.

segnala commento inopportuno

Leggi altre notizie di Vittorio Veneto

Dello stesso argomento

immagine della news

29/06/2015

Lavoro e combattimento

L’Arma del Genio celebra la sua festa con l’esercitazione Smart Sapper

vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×