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23 gennaio 2018

Conegliano

Cacciatore spara e colpisce due raccoglitori di funghi

Incidente di caccia sabato. Zanoni: "Sanzioni più severe"

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SAN PIETRO DI FELETTO - Esplode un colpo di fucile e ferisce accidentalmente due cercatori di funghi. Incidente di caccia sabato a San Pietro di Feletto: un cacciatore, sparando in un cespuglio credendo di avere a che fare con un animale, ha preso due uomini intenti a cercare funghi. Sul posto, intorno alle 13, sono arrivate due pattuglie dei Carabinieri, due ambulanze e un elicottero. I due feriti sono stati trasportati all’ospedale Ca' Foncello per essere curati mentre i militari hanno interrogato il cacciatore sull'esatta dinamica dell'incidente.

 

Sul caso ha preso la parola Andrea Zanoni, Consigliere regionale e vice presidente della commissione ambiente:  «È necessario che gli esami per ottenere la licenza di caccia siano molto più severi e puntino sulla sicurezza e sulla capacità di maneggiare le armi – ha dichiarato - A una certa età, inoltre, la vista e le abilità fisiche calano ed è quindi necessario che i cacciatori si sottopongano a esami psicoattitudinali almeno una volta ogni anno, anziché ogni sei anni come accade ora».

Prima del 1977, la legge non prevedeva la necessità di superare esami per ottenere la licenza di caccia. «Spesso ci troviamo di fronte a dei dilettanti – ha continuato zanoni - che non hanno avuto un addestramento professionale all’uso delle armi e la maggior parte di loro non ha nemmeno superato un esame. Sono troppi i morti e i feriti per incidenti di caccia, anche tra chi non ha nulla a che vedere con l’attività venatoria. Non c’è da stupirsene, visto che la caccia è regolata da norme vecchie e non più adeguate all’alta densità abitativa delle nostre campagne. Bisogna estendere ad almeno un chilometro da case e strade e dagli agricoltori al lavoro il limite minimo di dove è permesso sparare e stabilire un numero chiuso per i cacciatori, perché oggi sono troppi».

 

Indispensabile anche un inasprimento delle sanzioni, secondo Zanoni. «Occorre rivedere la normativa e, nel caso di incidenti come quello appena accaduto, procedere all’immediato ritiro della licenza venatoria incentivando anche la vigilanza sul territorio. Nel caso specifico auspico che vengano svolte indagini approfondite dalle Forze dell’Ordine per capire le dinamiche della vicenda e mi auguro che venga revocata definitivamente la licenza a chi ha sparato».

 

 

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