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BONUS BEBE', ORA SARÀ UN PRESTITO DELLE BANCHE...CON INTERESSI

Critico sul provvedimento del Governo il coordinatore del Pd trevigiano
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Treviso - “Hanno detto che avrebbero diminuito le tasse e aiutato le famiglie, ma dal Governo arriva solo il welfare con il tasso di interesse. Questo è il federalismo leghista: i nostri soldi a ripianare i buchi di Catania e Roma e a noi invece chiedono di indebitarci” Lo ha detto oggi Enrico Quarello, coordinatore provinciale del partito Democratico di Treviso in relazione al bonus bebè che ora sarà concesso sotto forma di un prestito delle banche e si pagheranno gli interessi.

“Indecente – ha detto Quarello – la trasformazione del già inefficace bonus bebè da contributo sociale a prestito oneroso, da rimborsare in massimo 5 anni con un tasso fisso che il provvedimento del Governo fissa a non oltre il 50% del tassi effettivo medio globale come pubblicato dal Bollettino della banca d’Italia.

Il protocollo, sottoscritto con l’Abi e con gli intermediari finanziari che lo stipuleranno, è l’ultimo confine della creatività finanziaria di questo esecutivo: il welfare in cui si pagano gli interessi”. Con questo provvedimento secondo l’esponente del Pd invece di aiutare le famiglie in difficoltà, Tremonti e la Lega fanno guadagnare le banche.

Lo strumento che il Governo ha deciso di adottare prevede un fondo ad hoc, chiamato “Fondo di Credito per i nuovi nati”, con una dotazione di 25 milioni di euro per ogni anno. I finanziamenti che accedono al fondo possono essere concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari che stipulano la convenzione con il Dipartimento per le politiche della famiglia.

La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di nascita o di adozione del bambino: per i bambini nati o adottati nel corso del 2009, per esempio, i prestiti vanno richiesti entro il 30 giugno 2010. L'importo massimo è di 5mila euro e il tasso di riferimento è quello fisso: la durata del finanziamento viene decisa con la banca al momento della sottoscrizione del prestito, ma non può essere superiore ai 5 anni.

La somma può essere utilizzata per qualunque tipo di spesa. “Siamo al credito al consumo sociale –chiosa Quarello – che cosa ne pensa il candidato Zaia di questa trovata che fa lucrare alle spalle del bisogno?” “Se questa deve essere per forza la strada da prendere – ha concluso Quarello –almeno ci si sarebbe dovuti aspettare un accordo complessivo con le banche, per rendere l’adesione la più diffusa possibile e una modulazione delle regolazioni che tenesse conto delle situazioni di particolare precarietà economica.

Invece, oltre ad aver preso la direzione assurda del welfare con gli interessi, si deve registrare anche il disinteresse degli istituti di credito, visto che solo 9 banche hanno aderito al protocollo”.

Autore: laurat
Data di pubblicazione: 02-02-2010
Data ultima modifica: 03-02-2010

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