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BATTERIO KILLER IN CASA DI RIPOSO: I FUNGHI FINISCONO SOTTO ACCUSA

Intanto la Procura ha ordinato nuove indagini
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ODERZO– Alla fine sono stati i funghi. Ormai è quasi certo. L'indagine che l'Usl ha consegnato alla Procura, infatti, indicherebbe proprio loro come l'alimento in cui si sarebbe annidato il batterio killer responsabile dell'infezione che ha portato al decesso di due ospiti della casa di riposo "Pagani" di Oderzo.

La Procura, però, ha ordinato altre analisi per capire cosa non sia andato per il verso giusto nella cottura o nella distribuzione del cibo, tenendo conto che la tossina che ha causato le gastroenteriti può essere prodotta anche per cause legate alla temperatura degli alimenti. E ora si attendono i risultati delle nuove indagini.

“La mia speranza è che la magistratura faccia chiarezza il prima possibile – spiega l'assessore regionale al Sociale, Remo Sernagiotto – non c'è da perdere tempo perché la questione non è affatto da poco: ci sono stati due decessi e abbiamo l'obbligo di scoprire come questo si sarebbe potuto evitare”.

I funghi potrebbero essere la causa di tutto? “Non so nulla e non voglio sapere nulla adesso – chiude Sernagiotto – l'importante è che si arrivi alla fine di tutte le analisi e si capisca in modo chiaro cosa non è andato”.

 

Autore: Mauro Favaro
Data di pubblicazione: 21-02-2012
Data ultima modifica: 21-02-2012

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Rodolfo // 21/02/2012 21:42
Batteri killer

Concordo sul fatto che i batteri si siano svilupati per motivi termici.
Secondo me è andata così:
L'azienda esterna di catering si è trovata con un quantitativo di cibi che non erano stati conservati regolarmente a causa di un guasto di qualche frigorifero o semplicemente perchè non era stato chiuso il locale.
A quel punto avrebbero dovuto "buttare" il tutto, ma non è successo per non subire un danno economico e per onorare (si fa per dire) le consegne che si erano impegnati a fare.
Hanno così deciso di "rischiare" e consegnare il cibo ad una unica struttura nel'infantile speranza di "sfangarla".
risultato---- 0ltre 40 persone intossicate e due morte.
Non c'è mai fine alla "povertà professionale"

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