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26 aprile 2018

Montebelluna

Banche Venete: società di revisione in mirino risparmiatori

Sono Kpmg e PricewaterhouseCooper nuovi bersagli giudiziari dei risparmiatori possessori di titoli

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CASTELFRANCO/MONTEBELLUNA - Sono Kpmg e PricewaterhouseCooper, cioè le società di revisione che negli anni scorsi certificarono i bilanci, rispettivamente, di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, i nuovi bersagli giudiziari dei risparmiatori possessori di titoli delle ex popolari azzerati dalla svalutazione dello scorso anno.

E' questo l'argomento al centro di un incontro che si è svolto a Vicenza, per iniziativa di Adiconsum Cisl, fra le associazioni degli azionisti dei due ex istituti, oggi assorbiti da Intesa SanPaolo, e lo studio legale di Padova Maurizio Guiducci e Paolo Nitti.

 

Non potendo più agire nei confronti delle banche, per la loro sparizione dalla scena, una delle possibilità proposte ai soci "traditi" è dunque quella di citare in giudizio chi sia sospettato di aver certificato bilanci poi risultati non veritieri e sui quali furono stabiliti i prezzi di azioni cedute a risparmiatori in buona fede.

 

"Prima di agire in sede civile contro Kpmg e Pwc - ha precisato Guiducci - incaricheremo una terza società di revisione di capire se nel comportamento delle prime due vi siano concretamente elementi tali da far pensare che esse possano non aver ottemperato ai propri obblighi in sede di certificazione dei bilanci".

 

Sulla base di questa analisi, dunque, si stabilirà se e in che modo articolare un procedimento civile presso il tribunale di Milano, città in cui c'è la sede legale di entrambe. 

 

Fra il 7 novembre e la fine del mese l'associazione dei consumatori che fa capo alla Cisl raccoglierà le adesioni individuali a costi che saranno funzione del numero dei soggetti aggregati al percorso. Rimarranno in ogni caso esclusi coloro i quali, la scorsa primavera, avevano accettato le Offerte pubbliche di transazione (Opt) dei due istituti. Nell'occasione le banche avevano corrisposto agli azionisti il 15% del valore perduto con l'azzeramento dei titoli in cambio della rinuncia ad azioni legali sia verso gli istituti stessi sia nei confronti di tutte le parti terze, comprese le società di revisione, ad essi collegati.

 

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