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29 giugno 2017

Treviso

ARTIGIANATO IN CRISI: MORTE 1.652 ATTIVITA'

Tra le nuove aperture e le chiusure il saldo è negativo: 508 realtà artigiane in meno

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Treviso - E' negativo il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di attività artigiane nella Marca Trevigiana: 508 soggetti produttivi in meno. Morte 1.652 realtà artigiane, ne sono nate 1.144.

A dirlo sono i dati contenuti in una elaborazione della Cna trevigiana, che ha preso in esame i flussi di nuove iscrizioni e nove cancellazioni di aziende dell’artigianato nelle sette aree produttive di Treviso, Asolo, Castelfranco, Conegliano, Montebelluna, Oderzo e Vittorio Veneto. I

Soffrono di più i mandamenti di Treviso (-210) e Conegliano (-78). Tiene un po' meglio Asolo (-27).

Nei primi 9 mesi del 2009, insomma, il numero di cancellazioni supera abbondantemente quello delle nuove iscrizioni, con una situazione di particolare gravità nel settore delle costruzioni: sparite 780 imprese contro 548 iscrizioni, portando il saldo a –232.

Gli altri settori che soffrono maggiormente le chiusure sono i trasporti (saldo a –73), la meccanica (-64), Commercio e pubblici esercizi (-47) e il sistema moda (-41).

Tengono invece bene i servizi: differenziale positivo per i servizi alle imprese (+21) e servizi alla persona (+10).

“E’ una crisi diffusa – commenta Giuliano Rosolen, direttore della Cna provinciale di Treviso - che colpisce le aree della Marca in maniera omogenea ma con connotati specifici, legati alle tipologie produttive delle diverse aree. L’analisi porta certamente ad una forte preoccupazione in una fase in cui stretta del credito, i ritardi nei pagamenti e l’imposizione fiscale, in particolare per quanto riguarda gli studi di settore, sono zavorre che stanno pesantemente condizionando le attività. Rimane però il dato tiepidamente positivo delle nuove iscrizioni, che al netto delle cancellazioni mostra come la voglia di fare impresa resti elevata”.

L’analisi scomposta per aree mette in evidenza la particolare criticità dell’area del capoluogo. Nella zona di Treviso, sono andate molto male le costruzioni (-95) e male la meccanica (-30), mentre tiene il legno arredo (+1) e aumenta, di sette unità, il settore dei servizi alle persone.

In provincia, l’area con le maggiori difficoltà di tenuta del tessuto produttivo dell’azienda artigiana è quella di Conegliano, dove si registra (233 cancellazioni, contro 155 nuove iscrizioni) un saldo di –78. Crescono solo industria alimentare (+4) e servizi alle imprese (+7).

Il numero più basso di iscrizioni è quello dell’opitergino (solo 98, contro 145 cessazioni).

A soffrire relativamente meno è il mandamento di Asolo: le cancellazioni, nei primi 9 mesi del 2009, sono state 132, a fronte di ben 105 nuove iscrizioni. Il saldo è negativo, ma “solo” di 27 unità, una contrazione contenuta in termini generali e in tutti i settori presi in esame.

Se si esclude il dato del capoluogo, in provincia, in termini assoluti, il numero maggiore di nuove iscrizioni si registra nel mandamento di Montebelluna (201), che però ha anche il meno positivo record delle cancellazioni (252).

“Tra le questioni che questi dati pongono all’attenzione delle istituzioni e delle forze economiche, politiche e sociali – ha proseguito Rosolen – vi è quella della perdita di professionalità, sia per quanto riguarda i lavoratori che gli imprenditori. A fronte di 508 soggetti imprenditivi in meno vi sono almeno oltre un migliaio di dipendenti che, a saldo, sono fuoriusciti dal bacino occupazionale e che hanno avuto, ad oggi, scarse occasioni di rioccupazione”.

 Laura Repossi

 

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