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24 aprile 2017

APPENA APRO GLI OCCHI - CANTO PER LA LIBERTÀ.

Terzo film della rassegna: SGUARDI DI REGISTE 2017

Spettacolo - Teatro - Cinema

quando giovedì 20 aprile - ore 20,30
dove Conegliano
Cinema don Bosco, via Madonna, 20
info 0438 1840396
organizzazione Sguardi di Donne
sito web https://goo.gl/KEZoh8

APPENA APRO GLI OCCHI - CANTO PER LA LIBERTÀ
REGIA: Leyla Bouzid
DURATA: 102 minuti
GENERE: Drammatico
NAZ: Francia, Tunisia

TRAMA:
Tunisi, estate 2010, pochi mesi prima della Rivoluzione. La diciottenne Farah si è appena diplomata e la sua famiglia vorrebbe iscriverla alla facoltà di Medicina. Lei non la pensa allo stesso modo. Canta in un gruppo politico rock. Vuole vivere da cittadina attiva, ma anche divertirsi, scoprire l'amore e frequentare la città di notte.

RECENSIONE
La regista appena trentenne Leyla Bouzid sceglie, per il suo primo lungometraggio di finzione, un periodo recentissimo della storia della Tunisia, che per molti sta già scivolando nell'oblio: per ventitré anni, con Ben Ali al potere, il suo paese ha conosciuto la paura, la delazione, la violenza, dunque tornare all'altroieri, per la Bouzid, ha un doppio valore, quello di illuminare di consapevolezza il futuro e quello di ricordare, in un'epoca ombreggiata dal terrorismo, un altro terrore, non meno soffocante.
Per gran parte, il film riflette l'entusiasmo per le prime volte di Farah, e può sembrare quasi naïf al nostro occhio consumato dalla democrazia, ma il clima di tensione che la regista le fa crescerle intorno, lascia sapientemente il personaggio in una progressiva solitudine, quasi che il suo atteggiamento improntato alla libertà di movimento e di azione appaia un volontario e imprudente cacciarsi nei guai: come se il problema fosse lei e non il contesto. Questa riuscita immersione della regia si serve delle riprese documentaristiche di luoghi reali, spesso abitati da persone reali (gli avventori tutti uomini del bar in cui entra Hayet quando è in cerca della figlia, per esempio), che svolgono inconsapevolmente il loro ruolo. Le cose cambiano con la svolta drammatica, ma il crescendo è preparato dai momenti musicali, dove la musica dell'irakeno Khyam Allami e i testi della Bouzid e di Ghassen Amami, si fanno sintesi dell'infelicità sociale e della forza della resistenza giovanile (sono questi anche i momenti più comunicativi a livello cinematografico).
Soprattutto, Appena apro gli occhi è un film su una relazione, quella tra Farah e la madre, che è fatta di riconoscimento e di conflitto, una relazione, cioè, in cui la posta in gioco è la libertà, sineddoche famigliare di un tema molto più grande.







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