"APPALTI TREVIGIANI AI TREVIGIANI"
Muraro: "le opere pubbliche devono restare in casa nostra"
Treviso – Gli appalti trevigiani devono andare alle imprese trevigiane. E’ questo, in sintesi, il pensiero del presidente della Provincia, Leonardo Muraro (nella foto, al cantiere di Sant'Artemio), in merito alle opere pubbliche da costruire nella Marca.
E così da viale Battisti si lancia l’idea del bando “a chilometro zero”. “Abbiamo già dato delle indicazioni ai dirigenti provinciali per privilegiare nei nostri bandi le ditte trevigiane – annuncia Muraro – pur all’interno del quadro normativo, teniamo conto della sede sociale delle imprese, della vicinanza al luogo di lavoro e della possibilità di un pronto intervento in caso di problemi”.
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Tutti requisiti che mirano a valorizzare le ditte autoctone e a tagliar fuori quelle provenienti da altre parti d’Italia. In questo modo la Provincia prova a tenere gli appalti pubblici a Treviso. Anche se la legge prevede che si possano direttamente invitare le imprese costruttrici solo per appalti con importo piuttosto basso, mentre per i lavori più costosi si deve far ricorso a un bando nazionale, quando non addirittura europeo.
“Ma il mio obiettivo è quello di sostenere l’economia del nostro territorio”, mette davanti a tutto il presidente. E quindi ecco trovata la scorciatoia: si inseriscono nella selezione i criteri di vicinanza al luogo in cui dovranno essere aperti i nuovi cantieri.
“Cerchiamo di tenere qui gli appalti pubblici – conferma Muraro – già adesso per opere sotto il milione di euro invitiamo direttamente le aziende trevigiane, ma io toglierei anche questo vincolo”. La richiesta, quindi, è quella di rivedere tutto il sistema.
A viale Battisti le idee sono già chiare. “Porterei almeno a tre milioni di euro l’importo sotto al quale riservare all’amministrazione provinciale la possibilità di invitare e scegliere le imprese del territorio”, spiega il presidente.
Le motivazioni? Non c’è solo la volontà di far da soli. Anzi, con un occhio di riguardo per le ditte della Marca la Provincia intende creare nuovi posti di lavoro, aiutare il settore dell’edilizia ad uscire dalle secche della crisi economica, far bene i lavori e, sempre a detta di viale Battisti, farli anche meglio. “Con le nostre imprese ci sono più garanzie, se c’è qualcosa che non va sappiamo dove andarli a trovare e non possono sparire – continua – con un rapporto più diretto nell’assegnazione dei lavori si taglierebbero molte lungaggini burocratiche, ci sarebbero sempre tempi di esecuzione certi e si avrebbe un’ulteriore garanzia di impegno e serietà”.
Insomma, chi fa da se fa per tre anche quando si parla di strade, ponti, sottopassaggi e scuole. “E’ così perché lo abbiamo dimostrato anche con il recupero del Sant’Artemio: le nostre ditte lavorano così – conclude – l’Europa vuole la libera circolazione delle imprese? Allora studino uno stesso sistema fiscale: i punti di partenza in termini di costo del lavoro e di tasse non possono essere così differenti”.
Adesso il sasso è lanciato, anche se l’idea degli “appalti a chilometro zero” pare destinata a riaccendere la discussione politica. Tanto più che prima di scegliere a chi far fare le opere, bisogna vedere se in cassa ci sono i denari necessari. Patto di stabilità permettendo. Ma anche su questo gli enti locali della Marca aspettando da tempo un allargamento delle maglie.
Mauro Favaro



24/08/2010
Cosa dicono i lettori
E quando Bossi dirà a Zaia
E quando Bossi dirà a Zaia che i lavori vanno assegnati ad una certa ditta lombarda cosa farà Muraro?
Alzerà il braccio destro e con griderà forte:OBBEDISCO
Ma questo non e' un sistema
Ma questo non e' un sistema mafioso? e quelli che per vari motivi non riusciranno ad aggiudicarsi gli appalti,avranno via libera nelle altre regoni?Mah.....
Politica=mafia
Politica=mafia
quindi comitato d'affari con
quindi comitato d'affari con tutte le conseguenze negative che il sistema puo'comportare?
E come no!
Naturalmente i trevigiani manterrano il diritto di prendere appalti in tutto il resto dell'Italia (isole comprese).
Bravo Muraro! Che idea geniale! Pare impossibile che non ci abbia pensato nessuno prima di Te. Così usciremo velocemente dalla crisi (anche se Tu, qualche mese fa, ci avevi detto che non c'era).
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