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18 novembre 2017

Conegliano

Anoressica, muore a 29 anni

Mareno in lutto per la scomparsa di Cristina Fornasier

Stefania De Bastiani | commenti |

MARENO DI PIAVE - Si è spenta lunedì, a soli 29 anni, Cristina Fornasier, giovane di Mareno di Piave che aveva sofferto di anoressia. A stroncarla, un improvviso arresto cardiaco. Una fragilità psicologica, un fisico debilitato, un cuore che non ha più retto.

 

Il rapporto conflittuale che Cristina aveva con il cibo aveva segnato la sua vita. Sulla sua pagina Facebook, Cristina riversava la sua angoscia, il suo odio verso ciò che, secondo lei, uccideva: il cibo. "Food kills", aveva scritto lo scorso 29 ottobre, pochi giorni prima di morire. "Il senso di colpa mi uccide ad ogni boccone", si legge invece in un post datato 27 ottobre. "Non è l'idea di bellezza della società, ma la mia idea di felicità", si legge invece in calce a una foto che ritrae un corpo eccessivamente magro, consumato. Scavato come era stato, a periodi, quello di Cristina

La ragazza pubblicava su Facebook anche le foto di sé stessa, mostrando un fisico con le ossa sporgenti. Un corpo malato, che con la forza e l'aiuto di familiari e amici aveva tentato di guarire.

 

La giovane lascia la madre Rita, il padre Angelo, un fratello, una sorella e numerosi amici che in queste ore stanno riversando il loro dolore sulla bacheca di Cristina. "Mi sento in colpa per non averti aiutato di più e ho una rabbia che non sai. Spero che presto la gente capisca di più cosa significa stare male fino ad uccidersi. Ti abbraccio con la consapevolezza che tutti i medici che ti hanno sbattuto la porta in faccia piangeranno dai sensi di colpa", scrive Ludovica. "Cristina, ti ho sempre voluto bene... e te ne vorrò sempre. Spero che finalmente tu trovi la pace che non hai mai avuto", è il messaggio di Helena. "Manchi al mondo Cri... ma tu non lo sai",  scrive Doriana. "Cri mi mancherai. Eri un fiore troppo fragile per i venti di questo mondo", è il pensiero di Giuditta. "A cosa servirebbe, poi, scriverti qui quando non potrò mai più parlarti, far sì che tu recepisca le mie parole ed ascolti i miei consigli? - è il messaggio di Simona - Ti ho sempre considerata un'eroina, forse troppo fragile per questa disgrazia che ti è capitata, una malattia che ti ha portata all'esasperazione, alla distruzione di te stessa".

 

Messaggi di amore "Ti voglio bene", di rabbia "Mi avevi detto che stavi lottando", di colpa "Avrei dovuto fare di più", quelli che gli amici stanno mandando a Cristina. Amici che ieri, a centinaia, si sono stretti nela chiesa di Santa Maria per dare l'addio a quella ragazza che ha sofferto, combattutto, insegnato: "Sempre prodiga e pronta a far sorridere chiunque infondendo nei cuori altrui una pace che non hai mai trovato - la ricorda Mary - Rimarrai esempio di come si provi a scacciare la sorte di quell' altalena di malessere misto a sprazzi di forza bruta".

 



foto dell'autore

Stefania De Bastiani

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