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13 dicembre 2017

Lavoro

Ancora in crisi settore acquisti immobili nuovi o ristrutturati.

AdnKronos | commenti |

Palermo, 12 ott. (Labitalia) - E' ancora in crisi il settore degli acquisti di immobili nuovi o ristrutturati. E' quanto emerge dal Rapporto dati statistici notarili-primo semestre 2017, relativo alle compravendite di beni mobili e immobili, mutui, donazioni, società e imprese, reso noto oggi a Palermo, in occasione dell’apertura del 52° congresso nazionale del Notariato '#notaio. Garanzia di sistema per l’Italia digitale'. Il rapporto offre una fotografia inedita ed originale delle transazioni notarili, della loro tipologia, del loro valore, nonché delle caratteristiche dei soggetti che le pongono in essere, ottenuta attraverso il riscontro concreto delle operazioni eseguite negli studi dei notai, distribuiti su tutto il territorio nazionale. La rilevazione sull’attività notarile è stata condotta in modalità informatica dal Consiglio nazionale del Notariato tramite Notartel spa, società informatica del Notariato, che ha elaborato i dati del 92% dei notai in esercizio.

Nel primo semestre 2017 sono state analizzate 401.432 compravendite di immobili: di queste 300.929 hanno riguardato i fabbricati (destinati ad abitazione e locali pertinenziali, cioè box, cantine e posti auto). Più della metà degli acquisti di fabbricati, pari al 56,48% (163.155 transazioni), hanno previsto la richiesta di agevolazioni prima casa con una netta differenza però tra l’acquisto da privati e quella da imprese con una evidente crisi del settore degli acquisti di immobili nuovi o ristrutturati. Sul profilo della ripartizione territoriale permane una netta differenza tra il Nord e il sud del Paese.

E’ sempre il Nord a trainare il mercato immobiliare: al Nord è stato effettuato più del 56% dei trasferimenti immobiliari (in particolare al Nord-Ovest il 34,84%, al Nord-Est il 21,59%), mentre al Centro il 17,74%, al Sud 18,15% e nelle isole il 7,67%. Un dato positivo lo fa registrare il Friuli Venezia Giulia con un +10,72%, la Valle d’Aosta con un +6,37%, il Trentino Alto Adige con un +4,40%. Al Centro, in controtendenza con il resto delle regioni della zona, si pone l’Umbria con un +7,91%. Anche la Lombardia e il Veneto restano in ambito positivo, rispettivamente con un +2,60% e un +0,74%. La Lombardia si conferma la regione in cui vengono scambiati più immobili con 82.561 trasferimenti pari a 824 trasferimenti ogni 100.000 abitanti.

In relazione ai fabbricati abitativi si osserva, ben il 56,48% degli stessi è acquistato usufruendo dell’agevolazione prima casa: in particolare il 49,5% è acquistato dai privati e solo il 6,9% dalle imprese. Ad acquistare la prima casa è maggiormente la fascia di età compresa tra i 18 e 35 anni: il 39,5% dei trasferimenti in crescita del 3% rispetto al 2016. Anche nel primo semestre 2017, come nel primo semestre dell’anno precedente, il 55% delle operazioni di acquisto di fabbricati e il 97% degli acquisti di terreni agricoli e l’85% di quelli edificabili rientrano sotto il prezzo di 100.000 euro.

Si registra un aumento del 2% sui nuovi finanziamenti con garanzia ipotecaria su fabbricati, ma resta la propensione ad una certa prudenza e una bassa propensione al rischio del mondo bancario visto che oltre il 70% dei mutui erogati non supera l’importo di 150.000 euro. Significativo invece appare l’aumento di oltre il 10% per i finanziamenti di importo superiore ai 500.000, segnale di una timida ripresa dei grandi investimenti. Nel primo semestre aumenta anche del 9% circa l’importo erogato dalle banche per i nuovi finanziamenti. Considerando il totale delle operazioni bancarie di finanziamento: il 78% è rappresentato dal nuovi finanziamenti ipotecari (mutui), mentre le surroghe rappresentano il 13,38%. La fascia di età più finanziata è quella da 18-35 e 36-45 anni, a loro sono destinati il 70% dei finanziamenti.

Rispetto al 2016 si rileva un calo generalizzato degli atti di donazione, più netto nel campo immobiliare che in quello dei beni mobili. Resta confermato che queste ultime si concentrano più al Nord: sostanzialmente sono stabili quelle aventi dai oggetto denaro, azioni e quote, mentre le donazioni di aziende l’elemento di novità è costituito da una minore percentuale di donazioni aventi oggetto la nuda proprietà (12,89% contro il 15% del 2016). Quanto alle donazioni di immobili la tipologia più donata è il fabbricato e rimangono stabili le percentuali relative alle donazioni di piena (52,34% nel 2017 e 52,24% nel 2016) e nuda proprietà (17,55% nel 2017 e 17,29% nel 2016).

 



AdnKronos

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