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18 novembre 2017

Conegliano

Anche Santa Lucia fa causa allo Stato

"Non sono contro lo Stato, è lui che mi ha dichiarato guerra per primo" ha sentenziato il sindaco Szumski

Roberto Silvestrin | commenti |

SANTA LUCIA - Anche il comune di Santa Lucia fa causa allo Stato. Si tratta del secondo caso nel territorio, dopo quello di Conegliano: il comune santalucese vuole infatti vedersi restituire 144mila euro di Imu che lo Stato non gli ha restituito.

 

Una sentenza della Corte Costituzionale, nel giugno 2016, ha infatti dichiarato illegittimi i tagli imposti dalla spending review del governo Monti nel 2013, perché andavano a penalizzare i comuni virtuosi a scapito di quelli che lo erano molto meno, in termini di spese ed erogazione dei servizi.

 

I soldi dell’Imu versati nel fondo di solidarietà venivano quindi ripartiti secondo criteri illegittimi: a Santa Lucia “mancano” quindi 144mila euro, che – nonostante la sentenza – lo Stato deve ancora restituire. Il sindaco Riccardo Szumski (al centro nella foto), coadiuvato dal costituzionalista Luca Antonini (a destra nella foto), ha quindi deciso di intraprendere le vie legali, portando di fatto lo Stato di fronte al tribunale per non aver rispettato una sua stessa sentenza.

 

Antonini, invitato nei giorni scorsi come relatore alla Corte Costituzionale per un convegno, ha riportato il caso di Santa Lucia durante il proprio intervento: “Lì presenti c’erano il presidente della Corte Costituzionale e il presidente della Corte dei Conti. Ho notato il loro imbarazzo e il loro sconcerto per questo comportamento incivile e paradossale dello Stato” ha riferito.

 

Il manifesto che si incontra entrando nel municipio di Santa Lucia

 

La prima udienza è prevista per il 15 luglio, al Tribunale di Venezia. “Io non sono contro lo Stato, è stato lui che mi ha dichiarato guerra per primo” ha commentato questa mattina il primo cittadino Szumski, da sempre in prima linea nel difendere gli enti locali. “E’ dal 2004 che è iniziata questa diatriba con lo Stato” ha proseguito il sindaco, mostrando lo spesso pacco di incartamenti relativi alla questione.

 

Ormai Szumski ha preso netta posizione contro il governo centrale: quando infatti è arrivata la notizia di un possibile contributo di 5mila euro per i profughi di Sarano, il sindaco ha dichiarato che, “nel caso, saranno rispediti al mittente o non utilizzati”. “I cittadini del comune di Santa Lucia non vogliono le elemosine di Stato, e certo l’ amministrazione comunale non si farà comprare da trenta denari a fronte dei ripetuti furti a cui le casse comunali sono state sottoposte, costringendoci negli ultimi quindici anni ad una lotta continua contro i vari governi di ogni colore con delibere di giunta e di consigli comunali” ha dichiarato Szumski, sottolineando come la volontà sia quella – piuttosto – di riavere i 144mila euro per cui è stata fatta causa.

 

Conegliano ha messo in piedi lo stesso procedimento per il fondo del 2013, anche se per la città del Cima si parla di cifre ben più alte (quasi 900mila euro). Santa Lucia e Conegliano inoltre figurano tra i 44 comuni che avevano vinto il ricorso al Tar del Lazio, che aveva dichiarato incostituzionale il riparto del fondo di solidarietà del 2015.

 

Quasi 200mila euro in ballo per Santa Lucia, circa 4 milioni per Conegliano. A breve si saprà se quest’ultimo contenzioso si risolverà definitivamente a favore dei comuni: si attendono infatti un possibile ricorso del Governo al consiglio di Stato e l’eventuale decisione di quest’ultimo per mettere la parola fine alla vicenda che riguarda il 2015.

 



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Roberto Silvestrin

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