19/02/2018nuvoloso

20/02/2018nuvoloso

21/02/2018nuvoloso

19 febbraio 2018

Nord-Est

Allarme radiazioni nel Cellina-Meduna

L'eurodeputato trevigiano Andrea Zanoni (PD) chiede la bonifica del poligono militare dal torio 232

commenti |

“L'Ue intervenga per evitare la contaminazione dalla sostanza tossica e radioattiva torio 232 della falda acquifera nell'area del poligono militare “Cellina-Meduna” in provincia di Pordenone gestito dal Comando della 132° Brigata Corazzata Ariete”. Lo chiede l'eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, con un'interrogazione alla Commissione europea sui preoccupanti livelli di torio 232 registrati nell'area del poligono militare di Cordenons, San Quirino, Vivaro e San Giorgio della Richinvelda. “I dati dell'ARPA pubblicati a fine dicembre parlano chiaro. Bisogna evitare ogni rischio per l'ambiente e la salute dei cittadini”.

Sotto accusa il poligono militare nel comprensorio dei fiumi Cellina e Meduna. Il dipartimento provinciale dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) del Friuli-Venezia Giulia ha comunicato a fine dicembre l’esito delle analisi effettuate nell’area, dalle quali è emerso che, in quattro degli otto bersagli (carcasse di carri armati utilizzati per l’addestramento a fuoco) analizzati, si riscontra una presenza di torio 232 notevolmente superiore al livello normalmente presente in natura.

“Il torio 232 è un metallo radioattivo che emette particelle sei volte più pericolose per la salute umana rispetto a quelle rilasciate dall’uranio impoverito e che raggiunge il massimo della tossicità circa 20-25 anni dopo il suo utilizzo – scrive Zanoni a Bruxelles – Inoltre si rischia di devastare l’area dei “Magredi” tutelata quale Sito d'Interesse Comunitario (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS) ai sensi delle direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE in ragione della grande varietà della flora e della fauna presenti”. Zanoni continua: “Sono urgenti approfondite verifiche sulla falda acquifera, visto che si tratta di terreni molto permeabili e i veleni presenti possono essere facilmente veicolati nel sottosuolo e poi direttamente nella falda. È necessario caratterizzare tutta l’area del SIC con campionamenti sulla matrice del suolo, del sottosuolo, dell’acqua e dell’aria. Dopo la caratterizzazione, utile a determinare il fenomeno di inquinamento sotto il profilo dell’estensione, dell’intensità e della tipologia delle sostanze inquinanti, bisogna passare immediatamente alla fase della bonifica”.

“Ho chiesto pertanto alla Commissione europea sia una verifica su questo caso specifico che notizia di eventuali casi analoghi in altri Paesi Ue proprio per sapere come sono stati affrontati e bonificati”, conclude l'eurodeputato.

 

Commenta questo articolo


Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.929

Anno XXXVII n° 3 / 15 febbraio 2018

SI. CUCINO GLI INSETTI

Benvenuti nella cucina di Roberto. Dove le larve di caimano prendono il posto delle verdure pastellate e i muffin vengono prodotti con farina di grilli. Perché dato che forse sarà questo il cibo del futuro, tanto vale iniziare a sperimentare. E gustare

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×