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13 novembre 2018

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Allarme pesticidi, rischio tumori per bimbi con genitori esposti

L'articolo pubblicato da Giacomo Toffol e Laura Reali, dell’Associazione Culturale Pediatri

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VALDOBBIADENE - L’esposizione a pesticidi causa tumori? “Da anni gli studi hanno evidenziato il possibile ruolo di queste sostanze nella patogenesi delle neoplasie. Anche un recente studio che presenta una revisione aggiornata delle prove disponibili, mette in evidenza queste correlazioni descrivendo i possibili meccanismi molecolari che rendono plausibili tali associazioni”.

 

Lo sostengono Giacomo Toffol e Laura Reali, dell’Associazione Culturale Pediatri, in un articolo apparso nei Quaderni Acp e disponibile nel sito dell’associazione.

 

Nell’articolo, intitolato “Pesticidi e neoplasie”, gli autori sostengono che “anche l’esposizione ai pesticidi in epoca prenatale, sempre a causa del lavoro dei genitori, ha assunto rilievo progressivamente maggiore come fattore di rischio per l’insorgenza di tumori pediatrici (leucemia linfatica acuta, linfomi, tumori cerebrali, renali) su base principalmente epigenetica. L’esposizione materna e paterna ai pesticidi, sia professionale che ambientale, è stata collegata inoltre a rischio di morte fetale e di aborto spontaneo. L’esposizione cronica a bassi livelli di pesticidi è stata correlata alle leucemie dell’infanzia, e l’esposizione parentale ai pesticidi è stata identificata come una possibile causa di tumori cerebrali”.

 

Le conclusioni degli studi citati da Toffol e Reali “sono che il periodo prenatale e i primi 2-3 anni di vita possano rappresentare la fase di maggiore vulnerabilità. L’eziologia dei tumori maligni dei bambini è certamente multifattoriale ed in gran parte ancora sconosciuta, ma l’esposizione materna a fattori ambientali può giocare un ruolo importante nella loro patogenesi”.

 

Nonostante, comunque, tutte le revisioni sistematiche sulla letteratura e sugli studi del caso non abbia stabilito un nesso certo di causalità, gli autori scrivono che “la presenza di una associazione positiva in quasi tutti gli studi finora effettuati, su differenti popolazioni affette da diversi tumori, in diversi periodi di tempo e con disegni diversi, fa ritenere molto probabile che l’esposizione a pesticidi di donne in gravidanza e di bambini possa giocare un ruolo importante nella patogenesi delle neoplasie dell’infanzia e in particolare che il periodo prenatale, oltre ai primi 2-3 anni di vita possa rappresentare una finestra di particolare vulnerabilità”.

 

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