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22 gennaio 2018

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Allarme per l'etichetta dei pesticidi, la denuncia di un cittadino

La lettera di Paolo Subiaco, di Farra di Soligo

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FARRA DI SOLIGO - In questo periodo, in tutta l’area del Prosecco, si stanno facendo i trattamenti insetticidi per combattere la cicalina e la tignola. Paolo Subiaco, cittadino di Farra di Soligo, ha inviato una lettera al nostro quotidiano, dopo aver esaminato l’etichetta di uno dei prodotti utilizzati durante le irrorazioni nei vigneti:

 

“Nell’etichetta di un insetticida consigliato dal Protocollo Vitivinicolo Prosecco Docg leggo “colpisce il sistema nervoso centrale e le terminazioni parasimpatiche, astenia e paralisi muscolari, tachicardia, ipertensione arteriosa, fibrillazione, insufficienza respiratoria che può portare alla morte, effetti neurotossici a 7-15 giorni dall’irrorazione, confusione, convulsioni, coma”.

 

Invito tutti gli agricoltori che lamentano le inutili preoccupazioni dei cittadini, a togliere la tuta e la maschera di protezione quando fanno i trattamenti, e rimanere in vigneto a prendere un po’ di “aria fresca” per qualche oretta dopo l’irrorazione, in pantaloncini corti e t-shirt, specie per i vigneti in centro paese o confinanti con strade e abitazioni: troppo comodo entrare in vigneto vestiti come palombari, scaricare veleni in 10 minuti e poi andarsene, perché i cittadini che confinano con tali vigneti non usano maschere di protezione, non usano tute, e spesso non possono andarsene: li ci vivono.

 

I prodotti fitosanitari sono autorizzati dal Ministro Lorenzin? Beh, magari nessuno a Roma pensa che si possano piantare vigneti ovunque, anche a un metro da scuole e strade pubbliche. Un ringraziamento alle aziende agricole certificate biologiche, che fanno profitto senza utilizzare veleni chimici: sono più rispettose dell’ambiente, al costo di un maggior impegno a curare la vite e la fertilità del terreno.

 

Un plauso anche all’amministrazione di Pieve di Soligo che ha stabilito prescrizioni di buon senso per l’impianto di nuove colture, sperando che vengano a breve estese anche alle colture preesistenti. Mi rivolgo quindi ai cittadini: pretendete spiegazioni dagli agricoltori che irrorano utilizzando i dispositivi di protezione individuale, e quando fate la spesa chiedetevi come siano stati prodotti gli alimenti che intendete acquistare, scegliendoli sani ed a basso impatto ambientale: se tutti facessimo così, gli agricoltori che avvelenano i nostri paesi sarebbero già falliti”.

 

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