ALL’OSPEDALE DI MOTTA NON C’È CRISI OCCUPAZIONALE
Aumentano le assunzioni al centro riabilitativo locale
Motta di Livenza - Un utile di tutto rilievo -con ricavi superiori dell’1,5% rispetto alle previsioni, pur contenendo la spesa del 7% rispetto all’anno 2007-; un aumento delle prestazioni ambulatoriali del 20%, e 3.421 ricoveri, per un totale di 2.500 giornate in più rispetto al 2007.
Sono alcune delle cifre del bilancio 2008 dell’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza.
“Una conferma” dice il direttore generale Alberto Prandin (nella foto) “della lungimiranza della Regione Veneto, che nel 2003 decise di riconvertire in ospedale riabilitativo un vecchio presidio ospedaliero destinato alla dismissione, attraverso gli strumenti della partnership pubblico-privata e del Dipartimento interaziendale, che integra le attività riabilitative dell’Ospedale con quelle della ULSS9 Treviso.
Una scelta vincente che ha prodotto l’unico esempio pienamente riuscito in Italia di sperimentazione gestionale pubblico-privata, nel pieno rispetto del progetto di umanizzazione in sanità che è tra le linee-guida del governo regionale ”.
“Ma mi preme in particolar modo” continua Prandin “sottolineare come, in un momento di crisi economica ed occupazionale che investe pesantemente anche il nostro territorio, l’Ospedale di Motta sia una delle poche realtà che, crescendo, offre opportunità di occupazione a un gran numero di persone: è di ben 242 unità il personale operante oggi, con soli 35 “comandati” dalla ULSS9.
La nostra azienda ha assunto nel corso del 2008 ben 27 operatori sanitari, alcuni dei quali hanno scelto di trasferirsi qui dalla Calabria e dalla Sicilia dopo aver constatato, anche attraverso i network sanitari ufficiali e non ufficiali, il livello di eccellenza che abbiamo raggiunto e che consente loro, oltre che di esprimere le proprie potenzialità professionali, di conseguire livelli di alta specializzazione”.
“Sono certo che la Regione, al termine di quest’ultimo anno di sperimentazione, darà atto all’Ospedale di Motta di aver centrato tutti gli obiettivi, attribuendogli lo status definitivo che una così importante realtà territoriale merita”.
“Vorrei infine menzionare le ultime importanti innovazioni tecnologiche che collocano all’avanguardia l’Unità Operativa di Cardiologia riabilitativa e preventiva diretta dal dott. Giuseppe Favretto, in collaborazione con la Cardiologia di Treviso diretta dal dott. Olivari: l’ecocardiografia transesofagea, che consente, rispetto al tradizionale eco transtoracico, di visualizzare in maniera quasi autoptica eventuali incertezze diagnostiche, e la cardioversione elettrica – a breve operativa- che nei pazienti in fibrillazione atriale permette di ripristinare il normale ritmo sinusale.
Presso la nostra cardiologia si sviluppano tanto programmi di riabilitazione nei pazienti cardiopatici, quanto programmi di prevenzione delle cardiopatie nei soggetti ad alto rischio.
Da tre anni, inoltre, si effettua la riabilitazione del paziente con arteriopatia periferica, in particolare del paziente con claudicatio (dolore agli arti inferiori durante marcia)”.
In linea con il dato regionale e nazionale, la cardiopatia ischemica (angina, infarto del miocardio, scompenso cardiaco) rimane la patologia cardiaca più frequente nei pazienti in cura presso l’Ospedale di Motta, in quanto legata ai cosiddetti fattori di rischio (ad esempio, il fumo attivo e passivo).
Notizia dell’ultima ora: Favretto è stato invitato a far parte del comitato direttivo del “Monaldi Archives for Chest Disease”, l’organo ufficiale dell’Associazione italiana di cardiologia riabilitativa e preventiva e periodico specializzato tra i più importanti del settore.



31/07/2009
Cosa dicono i lettori
richiesta prestazione
gent.mi,
desidererei sapere se sia possibile usufruire delle vostre cure ribilitative per mia mamma che ha avuto un forte infarto l'8 aprile 2009 ed è stata dimessa dall'ospedale il giorno 30 aprile.
e' stata visitata dal fisiatra dell'ospedale stesso il quale, però, vedendo che riusciva a camminaresia avanti sia indietro, ha detto che non le serviva una terapi riabilitativa.
la mamma ha 78 anni, ma prima dell'evento, era attiva, cucinava per tutti ( anche per 12 persone , ecc...)
ora , che è a casa, fa fatica a camminare e non ha ancora provato a scendere dalle scale . e stata riportata a casa dai volontari della croce verde.
vi ringrazio dell'attenzione e della gentile risposta.
diana polani
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