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26 settembre 2018

Agenda

Al Del Monaco: Delitto e Castigo

La interpretazione di Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio

Spettacolo - Teatro - Cinema

quando 09/03/2018
orario Venerdì 9 e sabato 10 marzo ore 20.45, domenica 11 ore 16.00
dove Treviso, Teatro Del Monaco

TREVISO - Venerdì 9 marzo alle ore 20.45, con repliche sabato 10 alle ore 20.45 e domenica 11 alle ore 16.00, al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso andrà in scena Delitto/Castigo nell’adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi.

La presentazione dello spettacolo (a ingresso libero) si terrà al Teatro Comunale sabato 10 marzo alle ore 18.00. La compagnia di attori dialogherà con la prof.ssa Caterina Barone.

"Abbiamo imparato entrambi che per vivere insieme dobbiamo dirci molto meno di quanto ci nascondiamo".

 

Dopo il grande successo de La scuola, riportato in scena, a un trentennio dall’esordio, due anni fa e dopo il successo di Provando…dobbiamo parlare, ecco un nuovo progetto di “Teatro non Teatro”, partorito dalla mente di Sergio Rubini.

Attraverso la riscrittura e l’ausilio di un rumorista e di una cantante, Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio ci condurranno in un viaggio tra i capitoli di uno dei più grandi romanzi mai scritti facendoci rivivere l’epico romanzo dello scrittore russo Fëdor Dostoevskij.

 

Vertigine e disagio accompagnano il lettore di Delitto e Castigo.

La vertigine di essere finiti dentro l’ossessione di una voce che individua nell’omicidio la propria e unica affermazione di esistenza.

E quindi il delitto come specchio del proprio limite e orizzonte necessario da superare per l’autoaffermazione del sé.

Un conflitto che crea una febbre, una scissione, uno sdoppiamento; un omicidio che produce un castigo, un’arma a doppio taglio.

Come è la scrittura del romanzo, dove la realtà, attraverso il racconto in terza persona, è continuamente interrotta e aggredita dalla voce pensiero, in prima, del protagonista.

Ed è proprio questa natura bitonale di Delitto e Castigo a suggerire la possibilità di portarlo in scena attraverso una lettura a due voci.

 

Nato a Palermo il 20 ottobre 1967, Luigi Lo Cascio frequenta per due anni la facoltà di medicina. Il suo sogno, a quel tempo, è diventare psichiatra. Ma il teatro irrompe nella sua vita e le sue ambizioni a poco a poco si trasformano.

Luigi entra a far parte di un gruppo di teatranti di strada che si chiama Cabaret a scale, poi ottiene una parte in Aspettando Godot, che lo porta a recitare nei più grandi teatri italiani.

Ormai completamente innamorato del palcoscenico, Luigi abbandona gli studi e supera l'esame d'ammissione all'Accademia di Arte Drammatica Silvio D'Amico.

Si diploma come attore nel 1992, presentando un saggio sull'Amleto. Inizia subito a lavorare stabilmente sulle scene, diretto da nomi come Giuseppe Patroni Griffi e Carlo Cecchi.

Il passaggio al cinema è casuale. Marco Tullio Giordana lo vede a teatro, mentre Luigi interpreta a Palermo una trilogia shakesperariana e lo sceglie subito per il ruolo di Peppino Impastato nel film I cento passi. Luigi però è perplesso; non ha alcuna esperienza cinematografica ed è convinto che il teatro sia molto più vicino alle sue corde. Poi, leggendo il copione e soprattutto incontrando i familiari del ragazzo ucciso dalla mafia, si lascia convincere e decide di portare sullo schermo questo personaggio intenso e drammatico. La scelta si rivela davvero azzeccata. Il film ha un grande successo di pubblico e critica e l'interpretazione di Luigi viene premiata con il David di Donatello. Ma la soddisfazione più grande arriva probabilmente dalle parole della madre di Peppino, che dopo aver visto il film, abbraccia Lo Cascio e commossa gli dice: "Grazie, perché me lo hai risuscitato".

 

Nel 2001, Luigi è nel cast di Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini e sempre nello stesso anno è il protagonista di Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni, grazie al quale conquista la Coppa Volpi alla 58° Mostra del Cinema di Venezia. Insieme a Stefano Accorsi è l'attore più ricercato del panorama italiano.

Negli ultimi due anni ha interpretato una fortunata serie di film, da La meglio gioventù a Buongiorno, notte, da La vita che vorrei, ancora al fianco di Sandra Ceccarelli, al thriller di Eros Puglielli Occhi di cristallo.

 

Nato a Grumo Appula, in provincia di Bari, nel 1959, Sergio Rubini si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio d'Amico.

Dopo due anni però, gli si presenta l'occasione di dirigere spettacoli propri, scritti dall'amico e collaboratore Umberto Marino.

Dal teatro approda alla radio, e quindi al cinema in piccoli ruoli in film come Desiderando Giulia, Il caso Moro, Figlio mio infinitamente caro; fino alla grande occasione di interpretare il giovane Federico Fellini nell'autobiografico L'intervista: un incontro, quello con il regista riminese, che si rivelerà decisivo per la sua carriera.

Nel 1990 firma il suo primo film da regista, La stazione, tratto da una commedia scritta da Marino e Gianfilippo Ascione, di cui Rubini era stato protagonista sul palcoscenico.

Il considerevole successo del film lo spinge a rimettersi in gioco con un nuovo progetto da regista, il noir La bionda, interpretato da Nastassia Kinski. Il film si rivelerà un insuccesso.

Successivamente si propone con un'opera più adatta al grande pubblico, la commedia Prestazione straordinaria, con protagonista Margherita Buy.

Rubini inizierà quindi a lavorare con Giuseppe Tornatore nel raffinato Una pura formalità, una pellicola che gli permetterà di lavorare più avanti anche in produzioni straniere.

Al film di Tornatore seguiranno il futuristico Nirvana di Gabriele Salvatores, per il quale lavorerà anche nella commedia-noir Amnèsia e nel surreale Denti, dove è un uomo ossessionato dai suoi prominenti incisivi.

Tra gli altri suoi film più importanti, si ricordano Chiedi la luna di Giuseppe Piccioni, Il viaggio della sposa - da lui diretto, insieme a Giovanna Mezzogiorno - Del perduto amore di Michele Placido, L'albero delle pere, di Francesca Archibugi, Mio cognato, di Alessandro Piva, nonché la partecipazione nelle produzioni americane Il talento di Mr. Ripley di Anthony Minghella e La passione di Cristo di Mel Gibson.

 

Di recente ha preso parte a numerosi film della neonata "commedia all'italiana", ottenendo un ottimo riscontro di pubblico: a partire dal fortunatissimo Manuale d'amore di Giovanni Veronesi, dove è nuovamente accoppiato con Margherita Buy, nonché nel seguito Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi, nel quale forma un'inedita coppia gay con Antonio Albanese; ma anche nel "cine-pandoro" Commediasexi di Alessandro D'Alatri nel ruolo di autista dello spregiudicato onorevole Paolo Bonolis, e nella farsa No problem di Vincenzo Salemme.

Lo abbiamo visto anche nel promettente esordio di Susanna Nicchiarelli, Cosmonauta, e in Qualunquemente, approdo al cinema del politico ignorante e corrotto Cetto Laqualunque, reso memorabile da Antonio Albanese in tv.

 

L'impegno nelle vesti di interprete non gli ha però fatto rinunciare alla carriera da regista, con opere spesso caratterizzate da echi autobiografici, dal surreale L'anima gemella, con Valentina Cervi e Violante Placido, all'angoscioso L'amore ritorna, affidato a Fabrizio Bentivoglio, passando a La terra, omaggio alla Puglia sempre con Bentivoglio, fino ai più recenti Colpo d'occhio, thriller con Riccardo Scamarcio, e L'uomo nero, di nuovo con Scamarcio e con Valeria Golino.

 

Biglietti da € 12,00 a € 32,00

Biglietteria acquisto al telefono 0422.540480: dal martedì al venerdì dalle ore 14.30 alle ore 16.30

acquisto di persona: dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 14.30;

il sabato dalle 10.00 alle 12.30.

acquisto online: www.teatrocomunaletreviso.it oppure www.boxol.it biglietteria@teatrispa.it

 

LAST MINUTE TICKET! Un’ora prima dell’inizio dello spettacolo: biglietti a Euro 15,00 per persone di età superiore ai 19 anni; a Euro 8,00 per persone di età inferiore ai 19 anni.

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