21 luglio 2019

Vittorio Veneto

Addio al Primo Fod: Maset replica a De Nardi

Il capogruppo della Lega Nord risponde al j'accuse della segretaria del Pd

commenti | (6) |

VITTORIO VENETO - Non è proprio piaciuto al Capogruppo della Lega Nord Giuseppe Maset il J'accuse lanciato dalla segretaria vittoriese del Pd Barbara De Nardi al Sindaco Da Re e al Presidente della Regione Zaia.

La De Nardi ha accusato i due esponenti della Lega di non aver fatto nulla per salvare il Primo Fod ed evitare il trasferimento. Maset dichiara che “Il Sindaco Da Re si è mosso ben prima, con lettere al Presidente della Repubblica e parlamentari, per cercare una diversa soluzione. Molto prima degli appelli tardivi e propagandistici degli esponenti parlamentari del Pd al loro presidente del Consiglio che, guarda il caso, hanno ottenuto a loro volta lo stesso risultato: zero”.

 

Inoltre il segretario della Lega Nord afferma che “la firma alla ratifica del decreto di chiusura del 1° Fod è del Presidente del Consiglio Letta del Pd, mentre la decisione di spostare il 1° Fod è stata presa dal Governo Monti, o meglio dal Ministro «Ammiraglio» della Difesa Di Paola”. Nemmeno il paragone fatto dalla De Nardi con Maniago, dove Sindaco e Presidente della Regione si sono mossi per portare il ministro in vista alla caserma per scongiurane la chiusura, è piaciuto a Maset. Secondo Maset “il paragone con Maniago non regge e lo capiscono bene tutti”. Per Maset “la loro logistica non sarebbe mai stata in discussione una volta appurato che il centro dei mezzi corazzati è a Maniago”.

 

Ma per la De Nardi le affermazioni di Maset denotano solo "pressapochismo e scarsissima conoscenza dei fatti, se non peggio. Anzitutto mi piacerebbe sapere – prosegue la De Nardi - Maset dove ha visto la firma di Letta sul decreto che ha soppresso il 1 FOD. Dal 2 luglio, data della pubblicazione del decreto (datato 20 febbraio, prima delle elezioni) in Gazzetta Ufficiale, nessuno l’ha notata tranne lui. I decreti ministeriali sono atti del Ministro, non del Presidente del Consiglio e almeno questo, visto il suo ruolo amministrativo, Maset dovrebbe saperlo”.

 

“Scrivere al Presidente della Repubblica, lo abbiamo già rilevato – continua la De Nardi – è stata una mossa poco furba per il Sindaco e, peggio, controproducente. Da Re è un politico navigato, ma non ha capito che proprio la lettera al Presidente della Repubblica ha messo fuori gioco ogni successiva iniziativa! La risposta “di rito” data dal consigliere militare (molto probabilmente coordinata dal Gabinetto del Ministro della Difesa) ha condizionato ogni possibile retromarcia perché avrebbe contraddetto il Presidente della Repubblica. Da Re doveva mobilitare tutte le forze politiche in campo. Non lo ha fatto e la Città ne pagherà le conseguenze”.

 

“Quanto agli aspetti più tecnici ricordo che i battaglioni logistici inseriti nelle Brigate sono stati già dal 2001 assoggettati ai reggimenti di manovra e trasporti di livello più alto pertanto rimane inspiegabile il mantenimento in vita per tutti questi anni di quello di Maniago (che, infatti, sarà comunque soppresso). Quanto al Poligono del Cellina-Meduna apostrofato da Maset come «il più grande poligono di tiro nazionale» non è nemmeno abilitato ai tiri di artiglieria che vengono puntualmente effettuati in Sardegna”.

 

“La verità è che, anche in questi mesi, mentre Vittorio Veneto veniva spogliata dell’ennesimo gioiello – chiude la De Nardi – nonostante le sollecitazioni più volte da noi espresse, nell’amministrazione ha prevalso la logica di partito sull’unità di intenti per il bene della Città. Il 28 settembre sarò in piazza insieme ai, presumo tanti, vittoriesi che vorranno esprimere l’affetto, la grande stima e il profondo rispetto che lega tutti noi al Comando. Assisteremo quel giorno ad un evento luttuoso in quanto la chiusura del 1° FOD non è fine a stessa ma sulle ceneri di questo Comando vengono costituiti due Comandi ex novo che ne assumono le competenze - Comando Divisione Friuli a Firenze e Comando Interregionale Forze di Difesa a Padova - di cui almeno uno sarebbe potuto rimanere a Vittorio Veneto (dove tutto già funzionava!)”.

 

IN ALLEGATO QUI SOTTO IL DECRETO

 

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Scusate l'intromissione ma non vi pare che discutere ancora sul presente-passato per determinare chi ha ragione, più notizie sul caso, sia un pò salottiero e bigotto?
Credo che una politica seria dovrebbe prenderne atto e indicare, discutere, confrontarsi sul cosa fare da adesso in poi. Non lasciare, sperare che il futuro della economia vittoriese trovi le soluzioni per opera dello spirito santo. Turismo, servizi occupazione, opere pubbliche, territorio e ambiente il rilancio insomma, ha bisogno di uscire dal localismo che non ha più la possibilità di dare risposte ai cittadini se non assieme ad altre comunità vicine. Le Unioni dei Comuni, riduzione del numero dei Comuni e quindi un utilizzo cumulativo delle poche risorse disponili è la via per bloccare la crisi attuale e ridare fiducia e prospettive per il futuro delle nostre comunità. Insistere sul localismo è solo cattiva politica e il cambiamento del colore della maggioranza, vedasi Treviso nonostante la buona volontà, non riesce a incidere e risolvere i problemi perchè questi, oggi, hanno bisogno di interagire con altri e così riequilibrare e modificare strutture e organizzazioni del territorio che il localismo ha prodotto negli anni. Vorrei sentire PD e Lega cosa pensano di queste Unioni dei Comuni ma non di soli servizi. Speriamo che la campagna elettorale prossima non sia sviluppata su chi aveva ragione sul 1? Fod ma su quello che si può e deve fare nel futuro.

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Fé proprio da rider! anziché sbaruffare su chi ha causato la frittata perché non vi mobilitate per chiedere almeno una qualche sorta di risarcimento al danno di prestigio ed economico subito da Vittorio Veneto con l'addio del FOD? un risarcimento / finanziamento, anche considerando che ci avviciniamo al Centenario della Vittoria, anniversario per il quale non esiste uno straccio di progetto valorizzativo?
Già che ci siete, se tra 'na barufa e n'altra ve vanza témp, potreste anche attivarvi per capire che ne sarà degli immobili liberati. Mica ci piazzano un CIE (Centro Identificazione Espulsione), vero?

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Desidero fare i miei più sentiti complimenti a tutti gli Amministratori di Vittorio Veneto, al Presidente della Provincia di Treviso e, non da ultimo, al Governatore della Regione Veneto per la "bella frittata" alla quale stiamo assistendo con l'allontanamento del 1° FOD e fra 10 giorni anche per l'espulsione dalla Città dell'Agenzia delle Entrate, che chiuderà i battenti il giorno 20 settembre. Pare oltremodo evidente che tutti i politici, anche della minoranza, non si sono attivati abbastanza per contrastare una scelta che ferisce la Città di Vittorio Veneto e la rende ancor più di serie B.
E' una vergogna istituzionale.
Vittorio Veneto meritava e merita di più per la sua storia.
Distinti saluti.

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Se i 3 primi commentatori pensano di ricevere qualche risposta da De Nardi PD e Maset Lega, sono degli illusi. Ma neanche di altri abituali commentatori pronti in massa sui fitofarmaci e in difficoltà su altri inquinamenti. Proteste tante, idee e soluzioni poche. Il rapporto politici – cittadini si manifesta e esaurisce nei 30 giorni precedenti ogni elezione. Poi se la fanno e se la cantano fra di loro, la casta una fra le tante. Sulle soluzioni ai problemi? No, su chi aveva ragione e per prendere qualche decina di voti. Allora si comprende come il PD sia passato da 800.000 iscritti del 2011 ai 250.000 attuali e vinca le elezioni come è stato detto in altri commenti in questo giornale, solo se il 70% degli elettorali non va a votare. La Lega è in serie difficoltà e forse aspetta che Tosi si candidi a leader (??!!) del centro destra in sostituzione di Berlusconi.
I grillini sono però lì, seduti sulla sponda del fiume in attesa che passino i cadaveri.

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Siamo sempre lì: cosa si poteva fare e non è stato fatto in 15 anni. Sembra che la storia d’Italia e Vittorio cominci nel 1998! Il signor Napol non sfugge a una tifoseria politica che sembra essere già in campagna elettorale. Posto abbia ragione che se fossero rimasti l’ATM ecc e il 1° Fod, di cui ci siamo accorti esistesse solo ora che se ne va, per Vittorio cosa sarebbe cambiato? Niente, il tram tram localistico caro alla Lega sarebbe continuato e continua perché anche il signor Napol nulla dice circa il futuro da me posto e i nuovi strumenti che permetterebbero di risolvere problemi locali in quadro territoriale che altrimenti rimarrebbero insoluti anche per una maggioranza PD che continua a guardare al locale, ai tombini come ebbe a dire Manildo, tanto quanto la Lega. I guai per tutti sono cominciati nel 1960 (v. articolo di una giornalista di sinistra nel mio blog) e sono continuati anche con i governi D’Alema e Prodi. E allora? Vogliamo guardare avanti e non indietro , se non per capire e trarre esperienza dagli errori, ? Proviamo, per esempio immaginare una politica sul Turismo fatta da un solo Comune che ingloba il comprensorio di Vittorio e Conegliano con il marchio, brand, del PROSECCO conosciuto in tutto il mondo. E la viabilità, e l’ambiente e la politica verso l’occupazione? Poi la politica. Il signor Napol guarda solo fuori. Ma dentro il PD c’è una discussione e un confronto interno non di poco ( per non fare attenzione al calo degli iscritti indicato da un commentatore) e che interessa tutti, anche fuori PD perché le “verità assolute” sono perniciose così come interessa o dovrebbe interessare tutti il problema Berlusconi politico ( che lei frettolosamente sottovaluta storicamente) e giustizia ( anche su questo è pubblicato in www.simofin.com uno studio interessante almeno culturalmente). Se ci togliessimo i paraocchi e se la discussione e il confronto avvenisse sulle idee e sui progetti futuri e non su chi gioca meglio a poker , ne guadagneremmo tutti. Non crede? Mi dica, almeno lei cosa pensa delle Unioni dei Comuni per diminuire il numero di questi visto che i Capi Maset e De Nardi latitano.

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Signor Napol, saputo che lei era, è impegnato in politica, io da parecchio non più, mi chiedo perché le segretarie PD di Vittorio e Conegliano buttano i sassi e poi spariscono; perché si impantano solo sui “tombini” e insistono nella quotidianità senza stancarsi e fare invece come Ulisse che stanco di tirare ogni giorno con l’arco e “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e conoscenze” sfidano le attuali maggioranze anche sui problemi importanti per il futuro, nei quali noi due siamo d’accordo, almeno nell’indicazione, forse nel come no? Se la politica non lancia obiettivi nuovi, non si risolleva dal quotidiano, che ha fatto la fortuna della Lega (per colpe dei partiti tradizionali) il quotidiano dicevo impossibile a risolversi all’interno degli attuali confini comunali (v. Treviso) la vedo grigio/nera. Un saluto

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