19 luglio 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

100 volontari per la Marcia Stop Pesticidi

Non ha precedenti l’adesione alle Marcia che domani mattina alle 11 partirà da Cison di Valmarino

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

CISON / FOLLINA – Ben 100 volontari accreditati per la Marcia Stop Pesticidi di domenica mattina. Tantissimi giovani e comunque tutte persone motivate e desiderose di fare la loro parte per la buona riuscita di una manifestazione che nata a livello locale in breve tempo ha assunto una rilevanza nazionale. Le stime degli ultimi giorni ipotizzano un’affluenza di migliaia di partecipanti, forse 4mila ma sono dati che potrebbero essere condizionati dal meteo, dato che è previsto maltempo.

Gli organizzatori comunque sono determinati e anche in caso di pioggia la manifestazione si farà: qualora le condizioni fossero proibitive ci sarà comunque l’assemblea, ad ogni modo il programma dell’evento è: raduno alle 10 e partenza alle 11 dalla Rotatoria di Cison quindi, via degli Alpini, via del Maso, via Cal di Mezzo, strada provinciale 36 e ingresso al centro abitato di Follina, via Anacleto Milani per l’ingresso al parco dell’Abbazia, dove si terranno i discorsi di rito. Alla partenza è disponibile una area parcheggio alla partenza, basta fare riferimento alle indicazioni dei volontari, quanto al percorso è pianeggiante e di circa 2 chilometri, senza ostacoli o barriere, adatto anche a disabili e bambini.

Nei giorni scorsi i promotori hanno organizzato anche una serata particolarmente partecipata (circa 500 persone) nell’abbazia di Follina: un interessante dialogo tra la dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice dell'area ricerca dell'Istituto Ramazzini di Bologna e padre Ermes Ronchi che può esser condensato in queste parole: “La responsabilità verso l'ambiente non è questione di "stile di vita", è questione di vita – commentano i promotori di Marcia Stop Pesticidi - La vita che va difesa e affermata con una nuova visione sociale dell'ambiente. Una visione che si oppone all'aggressione che subiamo attraverso l'uso di pericolose sostanze chimiche a sostegno di forme intensive di produzione agricola e industriale. Una visione che afferma che l'uomo è "parte" del vivente, di una natura che non può essere ridotta a fine strumentale”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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