06 dicembre 2019

Montebelluna

“Quel mostro di cemento sulla collina? Colpa del Piano casa”

Marzio Favero risponde a chi dubita della serietà del Comune in ambito urbanistico e spiega cosa sta succedendo

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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“Quel mostro di cemento sulla collina? Colpa del Piano casa”

MONTEBELLUNA – Il sindaco risponde alla polemica sul “mostro di cemento” edificato sulla collina di Santa Maria in Colle: “Colpa del Piano casa: il comune bypassato dal Piano della Regione e questo è il risultato sul territorio. Per primo ho denunciato i rischi ma nessuno mi ha ascoltato”. Marzio Favero la pensa come i suo concittadini sull’inopportunità di alcune edificazioni, non solo in ambiti di pregio ma anche in quelli meno rilevanti che meritano comunque dignità residenziale.

“La vicenda va chiarita! – afferma il sindaco dopo aver letto le dichiarazioni di sdegno dei suoi concittadini -. Il Comune non può più esprimere nessun parere! Il Piano casa regionale va in deroga a tutto. Non ci sono commissioni, soprintendenze, sindaci, nessuno che possa modificare o fermare questi interventi perché il Piano casa bypassa ogni ente e se prima era uno strumento provvisorio utile negli anni della crisi ora è stato riconfermato dal Consiglio regionale del Veneto ed è una legge a tutti gli effetti”.

Parole chiarificatrici ma al contempo inquietanti, ma Marzio Favero sulla questione aggiunge dell’altro: “Come amministratore locale sono stato il primo a rilevare il limite di questo Piano ed a segnalare il problema in Regione, preoccupato proprio che potessero verificarsi fatti come quelli di Santa Maria in Colle. Ma non ho avuto risposta. Ho denunciato la situazione quando gli interventi concessi con il Piano casa avevano interessato aree di minor pregio, dove nessuno si era lamentato, ma che comunque meritavano dignità”.

“Nulla è cambiato da quando ho inviato una cospicua relazione tecnica a Venezia – conclude Favero, sottolineando che ora il Piano è definitivo -. A mio avviso serve un giudizio di congruità urbanistica dei Comuni, per evitare situazioni come questa. Il Piano casa ha svolto una funzione utile negli anni della crisi ma ora vanno fatti aggiustamenti a tutela di ambiti sensibili sia dal punto di vista paesaggistico o storico e se vogliamo anche sociale. Non è possibile che gli enti locali continuino ad essere scavalcati in queste scelte urbanistiche”.

 


 

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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