25 agosto 2019

Vittorio Veneto

“Non si affitta a stranieri”. Mamma di due bimbe rischia di finire in strada, ma la gatta chiama (e trova) aiuto

“Se non ci fosse stata Mimì non avremmo saputo della situazione”

Stefania De Bastiani | commenti |

Mimì piange mentre saluta Amal

CAPPELLA MAGGIORE - Sono state “salvate” da una gatta. E per questo, Amal e le vicine di casa, hanno voluto raccontare la vicenda. Una storia a lieto fine e tutta al femminile.

 

Amal, il nome è di fantasia, lavora come badante a Cappella Maggiore e cresce da sola due bimbe, di 6 e 8 anni. Il padre delle figlie l’ha abbandonata, ma ogni tanto torna: per picchiarla, per abusare sessualmente di lei. E per vedere le bambine.

Dopo una vita di maltrattamenti, Amal non è ancora riuscita a liberarsi di quell’uomo orco. Nonostante la separazione, nonostante le denunce fatte. E, come se tutto ciò non bastasse, a marzo è stata sfrattata e per mesi ha tentato inutilmente di trovare un appartamento. Quello dove viveva è stato messo all’asta, ed è per questo che Amal ha dovuto lasciarlo. Non perché non pagasse l’affitto. Lei lavora, e ha sempre fatto di tutto per dare alle sue figlie un tetto e un pasto. Eppure, in mesi di ricerche, una casa non è riuscita a trovarla. Perché Amal è marocchina. E, come ci ha riferito “tutte le agenzie a cui mi sono rivolta mi hanno detto che i proprietari non affittano a stranieri”.

 

La donna, che ha 40 anni ed è in Italia da 15, ha subìto maltrattamenti e cercato di trovare un alloggio da sola, senza chiedere aiuto. Era pronta ad andare a vivere in tenda quando la gatta, Mimì, è rimasta incinta e ha chiamato in un certo senso i soccorsi.

“Se non ci fosse stata Mimì ad attirare la nostra attenzione, noi non avremmo mai conosciuto Amal”. La vicina di casa racconta un incontro avvenuto dopo anni di silenzio: “La gatta, che nessuno sa da dove fosse arrivata, si era affezionata ad Amal, e questa l’aveva adottata. Un giorno è rimasta incinta ed è stato quando aveva i cuccioli in pancia ed era sofferente che ci ha chiamate. Senza si lei, non saremmo arrivate da Amal e non avremmo potuto aiutarla”. “Io e mia sorella - continua la vicina - quando abbiamo scoperto che questa mamma stava per finire in strada, ci siamo date da fare per trovarle un alloggio. Ho dovuto garantire io per lei, perché ormai nessuno affitta più a stranieri”.

Due delle quattro cucciole di Mimì

Le vicine di Amal sono riuscite a trovare un appartamento per la mamma e le due bimbe a Cappella Maggiore, dove però Mimì e le quattro cucciole appena nate non potranno andare. “Per Amal e le bimbe c’è stato un lieto fine - racconta la vicina - ora però sono le gattine, Azzurra, Esmeralda, Elphaba e Galinda, oltre che la mamma Mimì, a rimanere senza casa. A parte una, che ha già trovato famiglia, le altre finiranno nel gattile dell’Enpa, anche se la speranza è quella che qualcuno si faccia avanti. Noi con la nostra associazione Mirtilla & Friends ci siamo già occupate di sverminarle e vaccinarle, grazie alla collborazione con la dottoressa Marcon di Conegliano. La mamma è stata anche sterilizzata e chi la prenderà sarà davvero una persona fortunata: Mimì ha salvato una famiglia”.

“Questa - conclude la vicina - è una storia di sole donne. Amal e le figlie, noi vicine, le gattine che (coincidenza!) sono nate tutte femmine. Una storia che mostra come l’amore per gli animali e per gli uomini non abbia confini di etnia, religione, cultura. E quando c’è la solidarietà femminile…beh, in quel caso si vince sempre”.

 

Per chi volesse adottare Mimì o una delle cucciole (due sono bianche, due rosse, nere e bianche) chiamare 380 3269286 dalle 12.45 alle 14 o dopo le 18

 



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Stefania De Bastiani

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