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23 novembre 2017

Montebelluna

“Montebelluna capitale dell’alcol? Offesa la città ed i suoi cittadini”

Dopo la presa di posizione della consigliera comunale Tiziana Favero replica dell’amministrazione

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MONTEBELLUNA - Dopo le dichiarazioni di Tiziana Favero su Montebelluna capitale dell'alcol per una delibera di giunta – inesistente, comunicano in una nota dal Comune di Montebelluna - che avrebbe approvato una maratona di spritz, intervengono il presidente del consiglio, Adriano Martignago, e l'assessore al commercio, Dino Bottin.

“Il sindaco Marzio Favero fa parlare di Montebelluna a livello nazionale per i valori culturali che la città sta esprimendo. Tiziana Favero, invece, dà un'immagine falsa della città come Capitale dell'alcoldichiara Adriano Martignano -. Sono addolorato come presidente del consiglio di prendere atto che un consigliere comunale non ama la sua città dandone una rappresentazione denigratoria.

Mi chiedo di quale studio sull'abuso di alcol disponga il consigliere per fare un'affermazione del genere. Ma esprimo il mio rammarico anche nella veste di componente de Il Mosaico che rappresenta gli operatori commerciali del centro poiché essendo stati alcuni esercenti del centro ad avanzare la proposta non ancora definita nei contenuti dei Venerdì bianchi, già Tiziana Favero rappresenta queste serate come un'istigazione al consumo di alcol pur avendo nelle intenzioni le stesse caratteristiche di quei Giovedì musicali che lei stessa ebbe a sostenere quand'era assessore alle attività produttive.

L'uscita di Tiziana Favero non è solo un autogol per lei, come basta guardare su facebook che a lei piace tanto, ma è di fatto un danno di immagine alla città del tutto immotivato e ingiustificabile e comporta una totale mancanza di rispetto per gli esercenti che si sono proposti, i quali hanno sempre dato dimostrazione di equilibrio e senso di responsabilità nella propria attività”.

 

Aggiunge l'assessore alle attività produttive, Dino Bottin: “Dobbiamo precisare che l'iniziativa dei Venerdì Bianchi nasce dagli esercenti del centro con l'obiettivo di dare una prosecuzione ideale ai Giovedì musicali e sul modello di analoghi eventi che si realizzano in tutte quelle città ove fare piccoli concerti e spettacoli è reso possibile dalla pedonalizzazione, perchè è di questo che stiamo parlando.

Tiziana Favero evidentemente ha frainteso: gli esercenti non propongono spritz hour, bensì serate a tema culturale con musica, lettura capace di coinvolgere i giovani che si occupano di cultura nel territorio. Evidentemente ha preso una cantonata enorme perché è prevenuta nei confronti di tutto ciò che viene fatto nel centro che contrariamente da quanto lei affermato, non è in carenza di appuntamenti, visto che ci sono altre persone che si lamentano che oramai se ne fanno fin troppi.

Del resto, ieri mattina, bastava girare per il centro per capire il successo che ha avuto la scelta della pedonalizzazione: non c'era un parcheggio libero, le piazze erano piene di gente e bambini che passeggiavano quando fino a tre anni fa il centro al mattino era un mortuorio animato solo dal traffico di passaggio. E' altresì opportuno precisare che l'amministrazione ritiene interessante e responsabile la proposta degli esercenti ma essa è ancora allo stadio preliminare e non c'è nessun delibera di giunta in merito. Rimane la gravità di un assalto del tutto immotivato sulle cui reali ragioni forse è dato di capire leggendo tra le righe. Ma io la invito a prendere atto della realtà: lei ha voluto un referendum contro la pedonalizzazione alle elezioni comunali del 2016 ed ha clamorosamente perso, segno che alla maggior parte dei cittadini piace di più questa Montebelluna che all'alternativa di prima”.

 

Interviene anche il capogruppo della maggioranza della Lega Nord a Montebelluna, Alberto Bordin. "Il dato che emerge, oltre al tono polemico, è invece la capacità di scendere nella sottile offesa nei confronti dell’amministrazione comunale e degli esercenti, descritti come istigatori all’abuso di alcolici da parte dei minorenni. Forse le sfugge che nei bar vengono consumati e vendute anche bevande analcoliche - afferma - Ma ciò che rende totalmente inaccettabile le parole dell’esponente de L’Alternativa Giusta, è il presupposto che i nostri giovani montebellunesi siano dediti all’abuso di alcolici o quanto meno non abbiano le capacità intellettive e di buon senso per riuscire a scindere una spensierata serata di divertimento, dal coma etilico. Per favore, evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio: l’abuso di alcolici da parte di minori, e non solo, è faccenda terribilmente seria che non deve essere ridotta a polemiche di carattere populista su di un’iniziativa lodevole.

Da ultimo rilevo che, pur non essendo padre, preferirei di gran lunga sapere che mio figlio trascorre la serata a pochi metri da casa, cioè nella nostra città, piuttosto che in cerca di divertimento in altri luoghi più lontani. E’ proprio vero che un bel tacer non fu mai scritto!”.

 

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