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24 febbraio 2019

È poesia, baby!

- Tags: poesia, cultura

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Nicolas Alejandro Cunial | commenti |

Ci si prepara ad affrontare il nuovo anno all’insegna del dinamismo poetico. E lo si anticipa. Due sono gli eventi, a fine novembre, che dimostrano la vitalità della poesia in Italia.

 

A Trieste, presso lo storico Caffè S. Marco, il 30 novembre ci si prepara ad assestare un duro colpo alla poesia accademica e muta con la nascita della L.I.P.S., Lega Italiana Poetry Slam. Del poetry slam ne ho già parlato qui, ma è degli effetti della creazione di questa organizzazione che vorrei scrivere. Ma come? Non essendo indovino, posso solo essere d’accordo con alcuni dei maggior esponenti di questo movimento, i quali sono tutti altrettanto ottimi poeti riconosciuti, tra i quali Dome Bulfaro, Max Ponte, Chistian Sinicco, Marco Borroni, Lello Voce e moltissimi altri, che l’atto di fondazione della Lega è assolutamente qualcosa di fenomenale e che scuoterà la scena poetica italiana. L’assemblea costituente è prevista alle 15.00. Invito sin da ora gli interessati a prendervi parte. Si farà la storia. A seguire, alle 21.00, l’appuntamento annuale, sempre al Caffé S. Marco, con l’International Trieste Poetry Slam. Chi è del settore sa già a cosa va incontro. Chi non lo è, gli consiglio vivamente di partecipare. Sarà un modo come pochi altri di scoprire cosa sia la poesia orale e che tipo di mutamenti, tutti positivi, abbia subito. O provocato?

 

A Venezia invece, città simbolo, vuoi per adozione, vuoi come oggetto di narrazione da parte della poesia, sta per prendere vita una delle manifestazioni più importanti degli ultimi anni.

 

Grazie a Blare Out, nota rivista legata al circuito universitario veneziano, il 28, 29 e 30 novembre avrà luogo la manifestazione Andata e Ritorno, un festival di musica digitale e poesia orale, la più vivace ramificazione della poesia in Italia oggi.

 

Tanti e grandi i nomi che andranno a presenziare il palco del Centro Espositivo Sloveno, nel sestiere di S. Marco: Lello Voce e Frank Nemola saranno i volti principali del primo giorno del festival. Prima di loro, in apertura al festival, il noto poeta veneziano Alessandro Burbank e Maria Valente, direttamente da Caserta. Essendo anche un festival di musica, non poteva mancare certo quella contaminazione così vicina alla poesia e così potente nel suo ritmo: il rap. A ben rappresentarlo ci sarà Davide Passoni a.k.a. Scarty Doc del duo Ell Shous, già noto nell’ambito performativo del poetry slam. A concludere il primo giorno di manifestazione vi sarà il gruppo musicale Waterproof, i quali modificheranno in itinere la loro performance basandosi sulla risposta del pubblico agli stimoli sonori. Campioneranno anche la voce dei poeti per la loro performance musicale, rinnovando l’origine sorella di poesia e musica.

 

Ad aprire invece la seconda giornata sarà un aperitivo teatrale gestito dagli Accadueò Non potabile. Solo il nome aperitivo teatrale vale la pena per essere presenti. Seguiranno dei reading aperti, tenuti dal performer sardo Sergio Garau, dal poeta friulano Sebastiano Adernò, da Giacomo Sandron, già noto in qualità di conduttore del Portogruaro Poetry Slam, e dal nome tra i nomi di Luigi Socci, che leggerà alcuni brani tratti dal suo ultimo lavoro Il rovescio del dolore, una delle uscite cartacee più importanti dell’anno. Chiuderanno magistralmente i Sick Simpliciter con il supporto della voce rapper padovano Dutch e il gruppo Wana.

 

Il terzo e ultimo giorno di festival saranno scintille. Un aperitivo musicale vi preparerà ad affrontare un reading meraviglioso gestito dal bravissimo Luigi Nacci, poeta e performer di spicco, a cui si affiancheranno i non meno noti e non meno fantastici Marco Simonelli, Rosaria Lo Russo e Federico Scaramuccia. Concluderanno degnamente i King Size. A questo link trovate l'evento su facebook.

 

Insomma l’imbarazzo della scelta attende gli attenti, gli osservatori, ma perché no anche gli scettici della poesia. Questi due eventi del resto non sono nient’altro che l’evidente effetto di quale potenza inarrestabile sia l’oralità, ma non l’oralità esclusiva, bensì quella che ha come palco la piazza, il bar, la strada. Il tutto per riportare il verso tra la gente, senza lasciarlo soffocare tra le pagine d’un libro. Ed è questo ciò che pretende la poesia oggi, d’essere ascoltata. E ascoltiamola, allora.



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