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26 settembre 2018

Cronaca

Salvini dichiara guerra a Ong e cooperative

Chiara Martinoli | commenti |

MILANO - «Assassino, delinquente, razzista, fascista, nazista, populista: mi hanno chiamato in tutti i modi». Matteo Salvini sciorina l’elenco dei termini usati da giornali, radio e televisioni contro di lui: ieri sera il Ministro dell’Interno era a Cinisello Balsamo, in Provincia di Milano, per tirare la volata al candidato sindaco Giacomo Ghilardi in vista del ballottaggio del 24 giugno.

 

In una piazza gremita, il leader della Lega sale sul palco al ritmo di “Alza in alto la mano, sono il tuo capitano”, celebre canzone di Dj Francesco che le casse diffondono a ripetizione.

 

Salvini rivendica il caso Aquarius, indicandolo come il primo successo del nuovo governo: «Se per la prima volta dopo anni una nave carica di schiavi non arriva in Italia ma in Spagna, significa che abbiamo ricominciato a farci rispettare. E sono sicuro che il Presidente francese Macron, che ha il cuore così grande – aggiunge sarcastico – farà il prossimo passo».

 

 

Ma gli schiavi non sono solo i migranti dell’Aquarius, per il leader della Lega. Salvini si scaglia contro il Partito democratico usando parole altrettanto forti: «Adesso non ci sono più i servi e gli schiavi al governo». Viceversa, sostiene e difende l’operato del Movimento 5 Stelle: «In questi quindici giorni ho cominciato a conoscere, ad apprezzare e a stimare il lavoro dei colleghi ministri del M5S: sono persone serie, coerenti e che mantengono la parola data».

 

Le parole più dure, il Ministro dell’Interno le rivolge alle cooperative che aiutano i migranti in Italia, accusate di agire in malafede e di arricchirsi alle spalle dei profughi: «Non si capisce perché chi arriva in Italia da un paese in cui non c’è la guerra debba avere, tramite le cooperative che si arricchiscono, 35 euro al giorno».

 

Salvini ha in programma di ridurre drasticamente quella cifra: «E a quel punto voglio vedere se queste cooperative così buone, generose e solidali, continueranno ad essere tali anche guadagnandoci di meno». Contro le cooperative e in difesa dei poliziotti, sempre: alla domanda se sia stato giusto fermare e schedare gli attivisti che durante un suo comizio a Ivrea hanno srotolato uno striscione per la verità sul caso Regeni, Matteo Salvini risponde che «la contestazione, se è civile, democratica e pacifica è la benvenuta, ma non se si arriva all’insulto e al caos. Comunque se gli uomini della polizia han fatto quello che han fatto avranno avuto i loro motivi. Io sono al loro fianco».

 

 

 

Chiara Martinoli

 



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Chiara Martinoli

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