19 novembre 2019

Oderzo Motta

«Ma perché il sindaco non risponde?»

Duro attacco di Marco Trevisan, presidente del comitato contro la fusione tra San Polo e Ormelle

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ORMELLE - «Forse il sindaco non voleva rispondere a qualche domanda scomoda?» Se lo chiede Marco Trevisan, presidente del comitato No Fusione tra i comuni di Ormelle e San Polo. In un comunicato, Trevisan dice: «Lunedi 16 dicembre al termine del consiglio comunale di Ormelle il capogruppo di “Ormelle per Le Libertà” Lorenzo Furlanetto ha chiesto la parola.

 

Voleva leggere un documento nel quale chiedeva spiegazioni in merito alla gestione dell’incontro pubblico dedicato alle attività produttive in tema di fusione LiaPiave, svolto a San Polo il 9 dicembre scorso: la serata è stata organizzata e gestita dal comitato del SI ma gli inviti erano stati fatti e sostenuti economicamente dalle amministrazioni comunali.

Il Sindaco Manente – dice Trevisan - in modo brusco ha rifiutato la parola al capogruppo Furlanetto, anche contro il parere del Segretario comunale e del capogruppo di maggioranza Gerotto, ha chiuso la seduta alzandosi e uscendo dalla sala, contrariamente a quanto accaduto la settimana precedente dove a San Polo di Piave il sindaco Andreetta ha accolto le medesime istanze della minoranza».

E commenta: «Dispiace rilevare che il Sindaco di Ormelle ha perso l’occasione per dimostrare di essere il sindaco di tutti. A differenza di quanto accaduto a San Polo di Piave, dove il Sindaco Vittorio Andretta oltre a dare la parola ai gruppi di minoranza ha anche dato piena disponibilità ad essere presente agli incontri del Comitato del NO, ad Ormelle il Sindaco Manente ha negato in modo, a mio avviso poco democratico, la parola alle minoranze chiudendo il consiglio e mandando tutti a casa.

 

Forse il Sindaco Manente non voleva rispondere a inevitabili domande come quella del costo pagato dall’amministrazione per le spese postali dell’invio degli inviti della riunione del Comitato del SI o forse questa fusione è imposta dall’alto per scopi diversi dal bene dei cittadini ed è per questo che si ha paura del confronto. Non voglio nemmeno pensare che vi sia il suo interesse diretto per potersi ricandidare di nuovo dopo aver esaurito i due mandati fatti a Ormelle.

 

Se le cose stanno così ho il timore che arriverà a negare l’utilizzo delle sale pubbliche per gli incontri con la cittadinanza che abbiamo intenzione di fare. Il nostro gruppo si autotassa per le attività che sta facendo, compreso il noleggio delle sale per le riunioni: dispiace constatare il trattamento diverso riservato al comitato del SI» chiude duramente Trevisan.

 

La precisazione

Sulla Questione il segretario comunale Fabio De Toffol ha detto: «Marco Trevisan, presidente del Comitato per il NO afferma che il sindaco Manente ha rifiutato la parola al capogruppo Furlanetto  “anche contro il parere del segretario comunale..”.

 

Vorrei ricordare che in siffatte situazioni (presentazione di una mozione fuori ordine del giorno) la decisione sull’ammissione dell’istanza spetta al sindaco che ha la direzione e la polizia della seduta.

 

Da parte mia l’unica espressione che ho adottato è stata “decida Lei sindaco”  e questo non indica un parere contrario, ma soltanto un rinvio a chi ha la discrezionalità di decidere».

 

 

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